cannabis rischi

Mentre lo scorso aprile la Toscana ha dato il via libera ad una proposta di legge regionale che riguarda l'utilizzo della cannabis a scopo terapeutico, ora dei nuovi studi concorrono ad evidenziare gli effetti negativi che la marijuana avrebbe sul nostro organismo, con particolare riferimento all'apparato respiratorio. La cannabis esporrebbe coloro che ne fanno uso ad un rischio di tumore venti volte maggiore rispetto a chi è solito fumare sigarette.

È necessario tenere conto di come vi sia una differenza abissale tra l'uso terapeutico della cannabis ed il suo impiego personale come sostanza stupefacente, sebbene venga comunemente considerata tra le droghe leggere. A parere degli esperti non sarebbe possibile porre sullo stesso piano gli effetti della cannabis sull'organismo nella valutazione del suo impiego in quantità strettamente controllate ad uso puramente terapeutico e nel suo impiego, in dosi decisamente superiori, per altri fini.

Studi approfonditi sulla questione sono stati condotti da parte della Fondazione Britannica per la Difesa dei Polmoni. Una delle portavoci della fondazione, la dottoressa Helena Shovelton, ha dichiarato alla stampa come uno spinello possa esporre al rischio di contrarre un tumore per una percentuale venti volte maggiore rispetto a chi sceglie di fumare sigarette a base di tabacco. Ancora a parere della dottoressa, il fumo dello spinello verrebbe aspirato due volte più in profondità, tanto da poter accelerare il processo di formazione di un tumore.

Fumare uno spinello implicherebbe un'inalazione di monossido di carbonio cinque volte superiore a quanto avviene nel caso delle sigarette ed un consumo di catrame quattro volte superiore. La fondazione britannica teme particolarmente il fatto che tali rischi legati alla cannabis siano spesso poco conosciuti o eccessivamente presi alla leggera, soprattutto da parte dei più giovani e da coloro che dichiarano di fare un uso esclusivamente saltuario di spinelli, come nel caso dell'88% degli intervistati nel corso di un sondaggio effettuato appositamente da parte della fondazione.

I danni legati all'uso di marijuana non si limiterebbero soltanto ai polmoni ed all'apparato respiratorio in generale, ma riguarderebbero inoltre il sistema cardiocircolatorio e la psiche. Il sondaggio effettuato su 1000 volontari ha posto in luce come un ragazzo su tre sotto i 24 anni farebbe uso di marijuana prendendone piuttosto sottogamba i rischi. La fondazione si ripropone dunque di dare l'avvio ad una campagna di sensibilizzazione volta a diffondere la conoscenza dei rischi per la salute legati all'impiego della cannabis in modo da contrastare eventuali errori di giudizio causati probabilmente da una lettura superficiale delle notizie relative agli effetti positivi del suo impiego terapeutico.

Marta Albè

Qui lo studio originale

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