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Bronchiti anche sull'Himalaya. Da sempre simbolo di aria pura e paesaggi incontaminati, l'Himalaya è tutt'altro che una regione esente da inquinamento atmosferico! A causa delle basse temperature, gli abitanti dei villaggi sono costretti a tenere sempre accesi i loro bracieri, alimentati da sterco secco di yak, che durante la combustione libera nell'aria una particolare fuliggine con particelle di un micron. Queste polveri così sottili – una volta assorbite dall'apparato respiratorio – provocano la Bpco, ovvero BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva. Proprio come avviene nelle grandi metropoli asfissiate dallo smog.

Un problema che – nonostante i diversi stili di vita e le cause che lo provocano – accomuna in modo evidente la regione dell'Himalaia alle grandi città italiane.

Da qui nasce la mostra fotografica "Breathing Himalaya - impariamo a respirare", nato dalla collaborazione tra l'Associazione Comitato Ev-K2-CNR e Interactivecom, promossa dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, che si propone di raccontare agli studenti italiani le ricerche scientifiche sulle malattie respiratorie nei villaggi himalayani, attraverso una gallerie di immagini suggestive, per insegnare i rischi e la prevenzione delle malattie ai polmoni.

Il progetto, che ha il patrocinio della Provincia di Milano e dell'Università di Ferrara, si svolge attraverso una mostra-evento itinerante che coinvolgerà tanti giovani italiani della scuola media superiore. Protagonisti della mostra saranno i paesaggi delle montagne dell'Himalaya e dei villaggi della Valle del Khumbu (scavata dal ghiacciaio che scende dall'Everest), accompagnati dai dati e dalle fotografie che i ricercatori del Cnr hanno raccolto durante le loro ricerche scientifiche sulla Bronchite cronica (BPCO), diagnosticata anche fra la popolazione Sherpa.

"Accade infatti – ha detto la pneumologa Annalisa Cogo dell'Università di Ferrara - che le stesse condizioni di inquinamento dell'aria delle nostre città preda del traffico automobilistico o causate in ambienti chiusi dal fumo di sigaretta, si riproducano nei villaggi himalayani. E non all'esterno come da noi, ma all' interno delle case dove, a causa del freddo, i bracieri alimentati da sterco secco di yak ardono anche 24 ore su 24 producendo una fuliggine (black carbon) con particelle del livello di un micron che danneggiano i polmoni di quelle persone e causando anche a loro - pur essendo solo in minima parte fumatori - la Bpco.

Non c'è nessun legame fra l'Himalaya e l'Italia – ha continuato Cogo - ma raccontare ai nostri giovani una interessante ricerca scientifica con belle ed esotiche immagini, e' una scusa per fare cultura sulle malattie respiratorie e insegnare anche a loro a voler bene all'ambiente e ai propri polmoni".

La mostra verrà inaugurata a Milano, nella sede della Provincia, dove resterà aperta dall'1 al 9 aprile per poi spostarsi in altre città italiane.

Verdiana Amorosi

Per maggiori informazioni www.breathinghimalaya.org/

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