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Vi trovate in auto bloccati nel traffico oppure in piedi, in attesa del bus che non passa mai? Da oggi non c’è solo il rischio di una crisi di nervi, ma anche di un infarto, che sempre più frequentemente colpisce entro sei ore dall’esposizione ad una fonte di inquinamento.

In pratica, le conseguenze nefaste dello smog sulla salute umana non si vedono a lungo termine – dopo mesi o anni – ma addirittura entro poche ore. Specie se si tratta di un soggetto a rischio.

A rivelarlo è una ricerca pubblicata sul British Medical Journal, che evidenzia come entro le prime sei ore dall'esposizione allo smog il rischio infarto è più alto, e si registra pertanto un picco di casi.

La ricerca, condotta da Krishnan Bhaskaran della London School of Hygiene and Tropical Medicine, evidenzia ancora una volta – ha detto il direttore Legambiente Alberto Fiorillo – ciò che “lega problemi cardiovascolari e rischio infarto all'inquinamento da traffico”.

È provato che lo smog uccide. – ha continuato Fiorillo - Solo nelle grandi città italiane ci sono circa 9000 morti attribuiti alle polveri sottili e all'ozono”.

Naturalmente i decessi precoci si verificano nei casi particolarmente a rischio, ma – come abbiamo più volte ribadito nei mesi scorsi - non è una novità che l’inquinamento atmosferico porti ad un’accelerazione del decorso delle malattie cardiache e respiratorie.

E allora, non è un motivo in più per rivoluzionare i nostri stili di vita e migliorare la qualità della vita delle nostre città?

Verdiana Amorosi

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