direttiva_erbe_medicinali

È entrata in vigore ieri la Direttiva dell'Ue riguardante la diffusione delle erbe medicinali ai fini terapeutici. Dopo la mail inviata a greenMe.it dall'eurodeputata Sonia Alfano, che ha depositato un'interrogazione scritta alla Commissione Europea al fine di chiarire alcuni punti controversi della direttiva sulle erbe medicinali, è arrivato l'ok definitivo, per l'iter della messa in commercio delle sostanze officinali.

Secondo quanto stabilito dalla Direttiva 2004/24/CE 1, da oggi potranno rimanere in commercio soltanto i medicinali vegetali registrati, dunque autorizzati. Ne consegue che i prodotti vegetali classificati come 'medicinali vegetali tradizionali' o come l'Ue li definisce, Herbal Medicinal Drug, dovranno adeguarsi entro 7 anni alla normativa che prevede uno specifico iter di registrazione prima di finire sul mercato.

Come si legge nel precedente articolo sulle erbe medicinali illegali, la direttiva in questione, emanata nel 2004 aveva lo scopo di mettere al bando erbe e preparazioni tradizionali con scopi terapeutici.

Ciò significa che per registrare un medicinale vegetale tradizionale si dovrà fornire un'opportuna documentazione sulla sua sicurezza.

Se tale decisione, da una parte mette al sicuro i consumatori, garantendo loro prodotti naturali controllati e sicuri, dall'altra solleva qualche dubbio sulla possibilità che le case farmaceutiche possano averci messo la zampino.

Dal canto suo, l’Ue ha inviato le proprie rassicurazioni sostenendo che “i cittadini possono essere tranquilli del fatto che i medicinali vegetali tradizionali che acquistano sono sicuri".

Sulla questione è intervenuta anche la Federazione Erboristi Italiani, che attraverso un comunicato stampa ha chiarito il caos e gli allarmismi legati alla nuova direttiva: "È evidente come, dovendo gli Stati membri rendere operativa la direttiva entro il 2011, l’Agenzia europea del farmaco , per il tramite della Commissione europea, debba definire un elenco di piante e sostanze vegetali atte ad essere inserite nei 'medicinali vegetali tradizionali' e conformare i medicinali vegetali tradizionali già presenti in commercio ai parametri stabiliti dalla Direttiva stessa. Questo però non significa che necessariamente certe piante non potranno essere utilizzate in altri ambiti con modalità e caratteristiche diverse. Del resto la direttiva disciplina il farmaco ovvero la pianta o l’estratto utilizzato come tale e quindi con rivendicazioni di tipo terapeutico. Se la stessa pianta viene utilizzata per scopi diversi da quelli medicinali perché rientrante in normative specifiche, come appunto quelle Erbe , è una questione che non riguarda la direttiva 2004/24/CE".

Francesca Mancuso

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