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Fino a qualche anno fa le allergie erano provocate dalle fastidiose piante primaverili, da quelle particolarmente infestanti e dai pollini. Oggi a provocare le reazioni allergiche sono le polveri sottili e l’inquinamento da smog nelle città, che provoca sintomi e malattie sempre più gravi per il nostro stato di salute.

C’era da aspettarselo, e in molti in effetti lo sospettavano da tempo, ma oggi a confermare la stretta relazione tra smog e allergie è una ricerca del CNR. Secondo lo studio, un adolescente su quattro avverte allergie provocate dalle polveri dei gas di scarico e a Milano e Palermo si registra addirittura un vero e proprio boom di affezioni asmatiche.

La differenza è che mentre a Milano è dintorni il problema è dato dall’industrializzazione, a Palermo le allergie di questo tipo derivano dalla massiccia presenza dei gas di scarico delle automobili. Secondo gli studiosi che hanno portato avanti le analisi infatti, a Palermo si registrano “valori molto vicini a quelli di centri urbani dove è rilevante la presenza di grandi aree industriali".

I test sui ragazzi consistevano in "questionari di salute respiratoria, test allergici cutanei e spirometria", come ha spiegato Giovanni Viegi, direttore dell'Ibim-Cnr, e i risultati sono davvero allarmanti: il 39,2% è risultato positivo ad almeno uno degli allergeni utilizzati per il test allergico, il 17,9% accusa la rinocongiuntivite, il 4,2% soffre di asma. Ma – come già accennato – la situazione più grave è a Palermo, dove preoccupa la crescita esponenziale dei sintomi asmatici, aumentati del 4% tra il 2002 e il 2006. In particolare, a Palermo i casi di asma e rinocongiuntive superano addirittura quelli registrati nel capoluogo lombardo.

"Nord e Sud nel loro complesso non presentano significative differenze – ha spiegato Fabio Cibella - che invece si evidenziano confrontando le aree urbane con le altre aree. La prevalenza dei sintomi asmatici a Palermo è in crescita e molto vicina a quella di una grande città industriale come Milano nonostante non vi siano rilevanti insediamenti industriali".

"La presenza di traffico intenso intorno alla propria abitazione – ha detto Viegi - è risultato un fattore di rischio significativo in particolare per asma corrente, rinocongiuntivite e ridotta funzione respiratoria".

E a sconfortare ancora di più è la consapevolezza della (quasi) inutilità dei monitoraggi: "La rete non rileva alcuni importanti inquinanti" – ha fatto sapere Cibella. Un esempio? Il benzene, che in realtà “è uno degli inquinanti più pericolosi"!

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