Approvato il primo farmaco per la depressione post partum. Ma è quello di cui le neomamme hanno davvero bisogno?

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Per la prima volta nella storia, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti (FDA) ha approvato un farmaco specificamente indicato per il trattamento della depressione post partum. Secondo gli esperti sarà in grado di aiutare tutte le donne colpite dal problema ma non sarebbe meglio invece sostenerle in altro modo nel difficile compito di neomamma?

Martedì scorso la FDA ha annunciato l'approvazione di un'infusione endovenosa del farmaco brexanolone, che sarà venduto con il nome di Zulresso. Gli studi clinici hanno dimostrato che è in grado di agire in poche ore per trattare i sintomi della depressione postpartum, una seria e complessa malattia mentale che colpisce una madre su nove subito dopo il parto.

Nello specifico lo studio, finanziato dalla stessa società che produce il farmaco, è stato condotto nel 2016-2017 su più di 200 donne che presentavano sintomi di depressione postpartum, valutate mediante scale di ricerca standardizzate. Le donne sono state seguite per più di 30 giorni.

Ad un gruppo di partecipanti sono state somministrate flebo endovenose di 60 ore con all'interno dosi più o meno elevate di brexanolone, mentre ad altre è stato somministrato un placebo. I ricercatori hanno così scoperto che le donne che avevano ricevuto le infusioni di brexanolone mostravano riduzioni "significative e clinicamente significative" dei loro punteggi relativamente allo stato depressivo.

Nel primo studio, entro la fine delle 60 ore, la riduzione media era stata di 19,5 punti nel gruppo che aveva ricevuto dosi più basse di medicinale e di 17,7 punti nel gruppo che aveva ricevuto dosi più elevate, rispetto ai 14 punti del gruppo placebo. Complessivamente, a 60 ore, circa il 75% delle donne a cui era stato somministrato brexanolone erano migliorate almeno del 50% rispetto ai sintomi che mostravano in partenza e circa la metà delle donne non erano più clinicamente depresse. Tra le pazienti che avevano avuto una risposta a 60 ore, il 94% non aveva subito recidive a 30 giorni.

Il trattamento viene somministrato come una singola flebo (della durata però di 60 ore!) non esente da effetti collaterali (considerati lievi) come mal di testa, vertigini o sonnolenza eccessiva.

Molte donne potrebbero non accedere con grande facilità a questo trattamento non solo per la durata della flebo ma anche perché si stima possa costare tra i 20.000 ai 35.000 dollari a trattamento, come ha dichiarato la Sage Therapeutics, società che ha sviluppato il farmaco.

Il medicinale sarà disponibile a giugno e solo attraverso un programma limitato denominato Zulresso Risk Evaluation and Mitigation Strategy (REMS) che richiede che il farmaco sia somministrato da un operatore sanitario in una struttura sanitaria certificata.

Si parla di passo avanti ma a noi non sembra tale e non solo per il fatto che si tratta di un medicinale e per via dei costi, quanto perché si pensa di risolvere e ridurre in questo modo il complesso mondo psicologico di una neomamma che probabilmente si sente inadeguata al suo ruolo e abbandonata dalla società che non comprende il suo stato d'animo e la obbliga a sorridere.

La depressione post partum è un problema complesso che ha radici non solo nella mente ma anche nell’ambiente in cui vive la donna, spesso poco aiutata e sostenuta dal partner e dalla famiglia. Non sarebbe meglio puntare su qualcosa che abbia un effetto più duraturo di un farmaco, ovvero su una rete che possa aiutare le neomamme ad affrontare al meglio il loro ruolo non sentendosi giudicate e avendo la possibilità di svelare a dei professionisti in grado di aiutarle anche i loro pensieri più neri ?

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Francesca Biagioli

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