Donazioni sangue

Donatori di sangue cercasi. In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che si celebra oggi, gli esperti ricordano come il sangue rimanga una delle terapie primarie per i pazienti di tutte le età. Eppure, in Italia, ancora oggi si fa fatica ad avere un numero adeguato di donatori che risponda sufficientemente e tempestivamente a tutte le richieste.

Lungo tutta la penisola, infatti, si va avanti solo grazie alla compensazione tra le Regioni, ma se si va ad analizzare i territori specifici, si registrano gravi carenze per le quali è ancora elevato il numero di malattie dove solo con la trasfusione molti pazienti sono in grado di superare i momenti più difficili del decorso clinico.

Non è allarmismo, questo, ma semplice dato di fatto: di sangue ce n’è sempre bisogno perché la richiesta non finisce, soprattutto perché sostenuta dall’aumento dell’età media della popolazione e quindi di patologie, dall’incremento del numero di trapianti e di altri interventi chirurgici importanti o degli incidenti stradali.

Secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, nel 2017 sono state fatte più di 3milioni di donazioni, ben 30mila in meno rispetto all’anno precedente. Attraverso le donazioni in aferesi (che consiste nella donazione della sola componente liquida del sangue tramite l’uso di separatore cellulare, con restituzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) è stato possibile invece raccogliere quasi 830mila chili di plasma, indispensabile per la produzione di una serie di farmaci salvavita, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016.

Grazie al sistema sangue italiano, che si basa soltanto sulla donazione volontaria e non remunerata (plasma compreso, a differenza di alcuni Stati europei), sono state effettuate oltre 637mila trasfusioni, per interventi chirurgici o terapie di malattie come la talassemia.

Il sangue umano non si fabbrica, è un prodotto che non può essere realizzato in laboratorio, per cui per avere a disposizione delle scorte da usare negli ospedali sono necessari i donatori. Ecco perché è importante donare. Da qui si salvano vite e si aiutano persone.

I 5 miti da sfatare sulle donazioni di sangue

Chiunque può diventare donatore

Falso. Per donare il sangue è necessario avere dei requisiti specifici, in primis età, peso, altezza, e stili di vita sani. In genere, per la protezione del ricevente e per tenere sotto controllo lo stato di salute del donatore, vengono eseguiti su ogni unità di sangue raccolta, esami specifici, come ricerca anticorpi anti HIV (Human Immunodeficiency Virus), ricerca degli anticorpi anti HCV (Hepatitis C Virus), ricerca dell’antigene di superficie del virus dell’epatite B (HbsAg=Hepatitis B superficial Antigene), sierodiagnosi per la Lue (sifilide), HCV RNA, HIV RNA, HBV DNA, creatininemia, glicemia e molti altri.

Va da sé, quindi, che chi compie questo gesto regolarmente gode di buona salute perché viene controllato periodicamente. L’elenco di tutti i requisiti fisici del donatore si trova nell’allegato IV del Decreto del Ministero della Salute del 2 novembre 2015 recante “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Donando sangue ci si può infettare

Falso. La procedura per la donazione è sicura e effettuata da specialisti e attrezzature sterilizzate

Dopo la donazione sai che debolezza…

Non esattamente. Non viene mai tolto “troppo” sangue, come in molti credono. A ogni donazione, sono estratti circa 450 ml, davvero una piccola percentuale rispetto ai 5 litri circa che il corpo rigenera in una settimana.
Quella sensazione di “mancamento” che si può avvertire subito dopo può riguardare soltanto la perdita della parte liquida del sangue, una piccolissima quantità rispetto al totale. Ma sappiate che prima ancora di sfilare l’ago, il nostro corpo ha già attuato una strategia di compensazione per cui fluidi che sono fuori della circolazione vengono fatti confluire nei vasi. Nello stesso tempo, i vasi si restringono per riflesso e quindi scatta un altro sistema di adattamento.

Ho un piercing, non posso più donare

Falso. Si sospende piuttosto il periodo di donazione. Ci sono dei precisi criteri di sospensione dalla donazione, basteranno infatti:

  • 4 mesi: dopo piercing, tatuaggi, rapporti sessuali a rischio non reiterati (occasionali, promiscui), interventi chirurgici maggiori, agopuntura, endoscopie (es. gastroscopia, colonscopia)
  • 6-12 mesi: dopo il rientro da viaggi in zone dove esiste il rischio di contrarre malattie infettive tropicali
  • 6 mesi: dopo il parto
  • periodi differenti: per vaccinazioni, patologie infettive, assunzione di medicine
  • esclusione permanente solo per: positività a test HIV, epatite B e C, malattie croniche

L’elenco completo dei criteri di sospensione è contenuto nell’allegato III del Decreto del Ministero della Salute del 2 novembre 2015 recante “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Assumo regolarmente farmaci, percui non posso donare

Non sempre. Ci sono casi in cui l’assunzione di farmaci impedisce effettivamente di donare, ma dipende da quali sostanze si stanno assumendo. Bisogna quindi sottoporre il proprio caso agli specialisti, che sapranno consigliare il potenziale donatore, che potrebbe essere comunque abilitato a donare.

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