Cervello battito

Cuore e cervello, stesso battito. Pare una questione romantica, eppure è scienza che scopre e conferma l’esistenza di un movimento minimo del cervello umano che “va a tempo” con i battiti del cuore. Un’intuizione che potrà avere non poca rilevanza nello studio delle malattie neurologiche.

A scoprire e a riprendere per la prima volta il cervello che batte come il cuore sono stati i ricercatori dello Stevens Institute of Technology del New Jersey che, insieme a quelli dell’Università di Auckland e della Stanford University, hanno ripreso il movimento amplificato a computer ben visibile in una clip.

Lo studio è frutto di un’analisi precisa: con un nuovo tipo di risonanza magnetica che mostra immagini più chiare del movimento del cervello, gli studiosi hanno inteso individuare nuove diagnosi precoci di determinate malattie. Il nuovo metodo (Amplified MRI - aMRI) è stato sviluppato dalla dottoressa Samantha Holdsworth dell’Università di Auckland e dalla sua squadra e avrebbe lo scopo di ingrandire i movimenti molto piccoli del cervello che si verificano a causa della forza del sangue che va proprio al cervello ogni volta che il cuore batte.

Mentre con una normale MRI (Magnetic Resonance Imaging) è possibile riprendere diversi fotogrammi del cervello durante un battito cardiaco ma con essa è difficile vedere il movimento del cervello perché la risoluzione dell’immagine è troppo bassa, con l’aMRI gli studiosi sono riusciti a captare un movimento più piccolo della risoluzione dell’immagine, utilizzando un metodo di elaborazione delle immagini.

L’aMRI può permetterci di rilevare il movimento patologico del cervello e dei vasi a causa di malattie o disturbi che ostruiscono il cervello o bloccano il flusso del liquido cerebrale”, afferma la Holdsworth. E, in buona sostanza, è possibile catturare “l’intera testa” grazie alla forza del sangue che pompa nel cervello ogni volta che il cuore batte.

È per questo che i ricercatori hanno rilevato che il cervello si muove ad ogni battito del cuore, come se “respirasse”. Si tratta di movimenti minuscoli, ma rappresentano una grossa mossa nell’ambito degli studi neurologici.

cervello cuore

"È una prova di concetto - afferma Mehmet Kurt, ingegnere biomeccanico dello Stevens - Abbiamo voluto vedere se siamo in grado di amplificare i piccoli movimenti del cervello ad ogni battito cardiaco e catturare quel movimento. Una migliore visualizzazione e comprensione delle proprietà biomeccaniche del cervello potrebbe portare a una diagnosi precoce e al monitoraggio dei disturbi cerebrali e, addirittura, alla progettazione di caschi migliori per proteggere la nostra testa".

Nel video il movimento reale e quello amplificato al computer.

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