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Aghi low cost e diabete urbano: gli allarmi lanciati dai medici della SID

Diabete, gli aghi low cost e non di buona qualità potrebbero rendere più difficile il controllo della malattia. A dirlo è la Società italiana di diabetologia, in occasione del 27esimo Congresso nazionale in corso oggi Rimini. Nel corso dell'incontro, i medici hanno lanciato l'allarme anche sul cosiddetto diabete urbano.

Aghi low cost

Riguardo agli aghi, secondo i medici la scelta di soluzioni economiche e non adatte a somministrare correttamente medicinali di ultima generazione, ne fanno perdere i vantaggi terapeutici. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di aghi che si piegano durane la somministrazione, o ancora troppo lunghi e non adatti allo scopo per cui sono utilizzati.

Sempre più di frequente purtroppo nelle gare regionali non vengono prese in considerazioni le specifiche tecniche che dovrebbero avere gli aghi di qualità. Troppo spesso a essere considerato è soprattutto il criterio economico. Negli ultimi anni, sull'onda del mantra del risparmio a tutti i costi, nei capitolati d'appalto si è andato trascurando l'aspetto della qualità degli aghi per penna, mentre al contempo il mercato si apre sempre più ad aghi low cost provenienti dall'estero” lamentano i diabetologi.

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...e diabete urbano

Nel corso del congresso della Società italiana di diabetologia è emerso un altro dato inquietante. Nelle città prevalgono sedentarietà e scarsa attenzione all'alimentazione, comportamenti scorretti che favoriscono il diabete. Secondo l'Istat, nel nostro paese le persone con diabete sono 3,27 milioni, cifra raddoppiata negli ultimi 30 anni. Tra questi, oltre la metà, ossia il 52%, vive nelle 14 Città metropolitane.

Quello del diabete urbano è un problema globale. L'International Diabetes Federation (Idf) prevede che nel 2045 i tre quarti della popolazione diabetica vivranno nelle metropoli o in città. Inoltre, si sta assistendo a un incremento dell'obesità fra gli abitanti delle aree urbane rispetto a quanti vivono in ambienti rurali” ha detto il prof. Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia.

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Considerando l'area metropolitana di Roma, la prevalenza di diabete va dal 5,9% al 7,3% nei vari distretti sanitari. Nelle aree a più alta prevalenza di diabete è stata riscontrata una più alta percentuale di cittadini che si muovono con mezzi privati (62%), mentre è inferiore la quota di quanti si muovono a piedi o in bicicletta (12%). Al contrario, nei distretti dove la percentuale di diabetici è inferiore, oltre il 20% delle persone si muove a piedi o in bicicletta e il 52% utilizza un trasporto privato.

Dati che dovrebbero farci riflettere e che dovrebbero spingerci a cambiare le nostre abitudini.

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Francesca Mancuso

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