ashwagandha-controindicazioni

L’Ashwagandha, noto anche come ginseng indiano, è un rimedio naturale particolarmente caro alla medicina Ayurvedica. Questo non vuol dire però che sia esente da controindicazioni e possibili effetti collaterali che è bene conoscere per evitare spiacevoli sorprese in seguito all'assunzione.

L’Ashwagandha è una pianta consigliata soprattutto in caso di stress, affaticamento, difficoltà di concentrazione ma anche come ricostituente in seguito ad una malattia.

Generalmente si tratta di un rimedio naturale sicuro e ricco di effetti benefici per il corpo e per la mente. Tuttavia c’è da dire che la sua sicurezza spesso dipende dal dosaggio, ecco perché è bene sempre evitare l’autoprescrizione di integratori e rimedi naturali affidandosi invece alle cure e ai consigli di un esperto.

Alcune persone potrebbero sperimentare effetti collaterali in seguito all’assunzione di ashwagandha tra cui: 

1. Allergie

Esiste l’allergia all'ashwagandha che può provocare reazioni come prurito, infiammazione, eruzioni cutanee, dolore toracico e difficoltà respiratoria. Le persone allergiche alle solanacee dovrebbero stare particolarmente attente in quanto questa pianta appartiene alla stessa famiglia.

2. Problemi gastrointestinali

L'ashwagandha può irritare il tratto gastrointestinale e quindi dovrebbe essere evitato da chi ha ulcere gastriche. La stitichezza è un altro effetto collaterale osservato nelle persone che lo assumono per lunghi periodi ma la pianta potrebbe anche causare al contrario diarrea.

3. Sonnolenza

Le proprietà rilassanti della pianta potrebbero generare sonnolenza. Mai usare l'ashwagandha in concomitanza con farmaci sedativi.

4. Bocca secca

Assumere troppo ashwagandha può causare secchezza delle fauci in alcuni individui.

5. Sanguinamento

L'ashwagandha può causare emorragie, ragion per cui chiunque soffra di una malattia emorragica o se si sta per subire un intervento chirurgico bisogna evitare l’assunzione di questo rimedio.

6. Riduzione eccessiva degli zuccheri nel sangue

L'ashwagandha è in grado di abbassare i livelli di zucchero nel sangue, tuttavia questo potrebbe non essere sempre vantaggioso, ad esempio per chi assume farmaci per il controllo della glicemia. In questo caso il calo potrebbe essere troppo consistente.

7. Febbre

L'uso dell'ashwagandha può aumentare la temperatura corporea e far comparire febbre una o due settimane dopo l'assunzione. La temperatura corporea di solito ritorna normale dopo alcuni giorni.

8. Da evitare in gravidanza e allattamento

L'Ashwagandha è una di quelle erbe che possono danneggiare il feto o addirittura provocare aborti. Inoltre vi sono poche informazioni sulla sicurezza dell'ashwagandha durante l'allattamento al seno, meglio sempre evitarne l’assunzione.

9. Ipertiroidismo

L'Ashwagandha è noto per aumentare le concentrazioni di ormone tiroideo e per questo è generalmente sconsigliato a chi soffre di ipertiroidismo. Anche gli individui con ipotiroidismo dovrebbero comunque consultare il proprio medico prima di assumere il rimedio.

10. Malattie autoimmuni

L'Ashwagandha è noto per potenziare il sistema immunitario ma questo può rivelarsi un problema per le persone con malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide, il lupus o la sclerosi multipla. Questo perché i farmaci presi per il trattamento di queste patologie riducono la risposta del sistema immunitario e l’ashwagandha va ad interagire negativamente con essi.

11. Disfunzione erettile

Secondo i ricercatori dell'Università di Ruhuna, l'estratto di radice di ashwagandha potrebbe causare disfunzione erettile e diminuire la prestazione sessuale maschile. Di solito la pianta è nota al contrario per essere afrodisiaca ma questo studio sembra non essere d’accordo con quanto vuole la tradizione. 

12. Avvertenze

Per evitare il più possibile gli effetti collaterali dell'ashwagandha, è importante assumere il rimedio nel giusto dosaggio e seguire rigorosamente i consigli medici. Vi ricordiamo infatti che anche le piante e in generale i rimedi che ci offre la natura possono essere pericolosi se assunti male, soprattutto se contemporaneamente si fa uso di farmaci.

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Francesca Biagioli

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