Epilessia

Si celebra oggi 12 febbraio la Giornata mondiale sull’epilessia, un’opportunità per mettere in luce una patologia sulla quale c’è ancora molta disinformazione. Per l’occasione, molti monumenti d’Italia si coloreranno di viola.

Oggi sarà anche attivo grazie alla Lice, la Lega italiana conto l’Epilessia, un numero gratuito (800 595 496) attraverso il quale medici esperti risponderanno ai dubbi e alle domande sulla malattia.

Nel mondo soffrono di epilessia secondo 50 milioni di persone, solo in Italia se ne contano circa 500/600mila.

L’epilessia e la Giornata mondiale

L’epilessia è una malattia neurologica che si esprime in forme molto diverse tra di loro. Una diversità di forme che si traduce anche in prognosi differenti: se per alcune forme di epilessia c’è una assoluta compatibilità con una vita normale; per altre, la minoranza, c’è invece una maggiore gravità.

L’epilessia è tra le malattie neurologiche più diffuse, tanto che è riconosciuta come malattia sociale.

Nei Paesi industrializzati l’epilessia interessa circa 1 persona su 100, in Europa circa 6 milioni di persone hanno un’epilessia in fase attiva (cioè con crisi persistenti e/o tuttora in trattamento).

I maggiori picchi di incidenza si hanno nei bambini e nei giovani adulti e negli anziani. Nei Paesi in via di sviluppo l’incidenza dell’epilessia è maggiore, anche se non vi sono dati epidemiologici sicuri.

Le epilessie si manifestano attraverso sintomi tra loro diversi, le cosiddette crisi, che altro non sono che un disturbo improvviso e transitorio, dovuto a un’alterazione della funzionalità delle cellule nervose, i neuroni. I neuroni “comunicano” tra loro attraverso impulsi “elettrici”, a loro volta generati da scambi biochimici tra le cellule: se i neuroni, per qualche ragione, diventano “iperattivi” scaricano impulsi elettrici in modo eccessivo e determinano una crisi epilettica.

Ad oggi, quel che emerge è che ancora l’epilessia spaventa e allontana. Basti pensare che ancora oggi sono molti coloro che omettono di comunicare la diagnosi alla scuola che frequentano o a lavoro. Eppure, come dicono gli esperti, la stragrande maggioranza delle crisi epilettiche ha bisogno solo di poche manovre molto semplici. Come fare a saperlo?

I monumenti illuminati di viola e gli appuntamenti di oggi

Da qui nasce l’esigenza di sostenere una Giornata completamente dedicata all’epilessia e spiegare in modo pratico e concreto che cosa bisogna fare per rendere la vita meno difficile alle persone che ne soffrono.

Oggi, molti monumenti in Italia saranno colorati di viola (qui la mappa) a memoria del fatto che non servono pregiudizi e che l’ignoranza va combattuta, perché è soprattutto questa che spinge molti pazienti a nascondere la malattia e a sviluppare un disagio sociale e psichico.

napoli viola
Chiesa di San Francesco di Paola - Napoli
genova vilaFontana di piazza De Ferrari - Genova

Quel che si deve sapere oggi è che l’epilessia non lede le capacità intellettive, né il rendimento nella vita pratica e che di solito la crisi epilettica ha una durata di alcuni minuti.

Cosa fare in caso di crisi

crisi epil

- se il paziente cade a terra per la convulsione, evitate che la testa batta ripetutamente sul pavimento, per cui mettete un cuscino sotto la testa e ruotatelo su un fianco per far uscire la saliva 

- non cercate di aprire la bocca 

- inutile cercare di "rianimare" il paziente: secondo i medici, infatti, sono inappropriati sia le respirazioni assistite sia i massaggi cardiaci

Nel caso la crisi epilettica si manifesti senza convulsioni, evitate interventi inopportuni. Sono queste semplici indicazioni, ma solo il medico potrà dare indicazioni giuste e adatte ad ogni singolo caso.

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Germana Carillo

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