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Peppa Pig insegna pratiche mediche scorrette, l’accusa di una dottoressa inglese

Chi ha figli sicuramente conosce Peppa Pig, cartone animato particolarmente amato dai più piccoli. Le storie (così come le immagini e gli insegnamenti) della famiglia di maialini più noti della tv sono finite più volte sotto il mirino degli esperti per capire se fossero davvero educative. Stavolta ad accusare Peppa Pig è una dottoressa inglese.

La dottoressa Catherine Bell, medico generico di Sheffield in Gran Bretagna, ritiene che il cartone insegni ai genitori (e di conseguenza ai figli) delle cattive abitudini in fatto di salute. La questione ha diversi aspetti: da una parte Peppa Pig è accusata di aver contribuito ad alimentare aspettative irrealistiche dei pazienti riguardo al loro medico di famiglia incoraggiando un uso inappropriato dei servizi pubblici dall'altra si pensa possa diffondere pratiche non proprio corrette in fatto di salute.

Per capire questo bisogna fare un passo indietro e conoscere la serie. Tra i personaggi che ogni tanto compaiono nelle puntate di Peppa Pig vi è il dott. Brown Bear, un medico di famiglia che lavora da solo e sembra offrire ai suoi pazienti un servizio eccellente: accesso telefonico immediato e diretto, continuità nelle cure, orari prolungati e visite a domicilio tempestive. In sostanza il medico della famiglia di maialini fornisce cure al di sopra e al di là di ciò che i genitori dovrebbero realisticamente aspettarsi.

Ma non è solo questo, la dottoressa Bell mette in luce anche il potenziale impatto delle azioni del Dr. Brown Bear che potrebbero avere ripercussioni sui comportamenti dei pazienti reali. Per fare questo presenta, in maniera ironica, una serie di casi studio presi dal cartone.

Nel primo caso il dottore fa un'urgente visita a casa di Peppa Pig che ha un'eruzione cutanea sul viso. Egli rassicura i genitori che non è "nulla di grave" e offre una dose di medicine, aggiungendo che è probabile che lo sfogo si risolva rapidamente a prescindere.

In questa occasione, secondo la dottoressa, il dottor Brown Bear più che ad un medico di base assomiglia ad un privato professionista che conduce una visita a domicilio inappropriata. Di fronte ad una probabile eruzione cutanea di origine virale avrebbe potuto ragionevolmente incoraggiare l'autogestione (con un'adeguata rete di sicurezza) o chiedere alla famiglia di sottoporre la figlia a delle analisi per valutare meglio. Inoltre è un caso di prescrizione di farmaci non necessari per una malattia virale. Tra l’altro il dottore ha prescritto o antibiotici (in un'era di resistenza agli antibiotici in aumento) o paracetamolo che è disponibile al banco e rende quindi inutile la prescrizione e soprattutto la visita del medico.

Nel secondo caso i genitori di Peppa chiamano il Dr. Brown Bear di sabato perché George, il fratellino di 18 mesi di Peppa, dopo aver giocato all'aperto senza il suo cappello antipioggia accusa sintomi influenzali. Il dottore decide allora di fare una visita a domicilio urgente. Dopo aver esaminato la gola, diagnostica un'infezione del tratto respiratorio superiore e consiglia il riposo a letto e il latte caldo. I sintomi si risolveranno entro 12 ore.

Qui, secondo la dottoressa Bell, il medico dei cartoni si è reso reperibile al di fuori del normale orario di lavoro e ha effettuato una visita domiciliare (anche in questo caso inappropriata clinicamente). Se avesse valutato meglio, avrebbe scoperto che in realtà Papà Pig aveva già ben chiara la probabile diagnosi e la non pericolosità della malattia in corso. I consigli del dottor Bear erano però clinicamente appropriati in questa occasione.

Vi è infine un terzo caso in cui il dott. Brown Bear arriva in emergenza da Peppa e dai suoi amici per visitare un pony di 3 anni che ha tossito per tre volte. Dopo aver esaminato il paziente, egli somministra immediatamente una dose di medicinale e avverte che la tosse potrebbe essere trasmessa ad altri. Quando il resto dei partecipanti al gruppo di gioco e i loro genitori sviluppano gli stessi sintomi a tutti viene somministrata una dose di medicinale rosa. Addirittura anche il Dr. Brown Bear inizia a tossire ma in questo caso la dottoressa Bell suggerisce che si tratta di "burnout". Il dottore sta dunque compromettendo la sua salute con il rischio di non essere più in grado di offrire il livello di servizio che si aspettano i suoi pazienti.

Peppa Pig è trasmesso in oltre 180 paesi, ciò significa che il modo in cui viene rappresentata la cura primaria rischia di influenzare molte persone in tutto il mondo, scrive la dottoressa Bell nel suo articolo pubblicato sul British Medical Journal.

L’articolo è indubbiamente ironico ma dietro si nasconde anche un messaggio serio: in questo momento difficile per il servizio sanitario (e non solo britannico), i pazienti dovrebbero pensare con attenzione se hanno davvero bisogno dei servizi di un medico generico quando i loro figli sono malati o se possono prendersi cura di loro da soli in casa (in caso di sintomi leggeri e ben riconoscibili ovviamente). L'alternativa in caso di disturbi minori è quella di recarsi in farmacia. 

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Francesca Biagioli

Foto: Peppapigwikia

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