Farmaci supplemento

Comprare farmaci la notte potrebbe costare il doppio. Le tariffe per l’acquisto dei medicinali nelle ore notturne, infatti, raddoppiano da 3,87 euro a 7,50 euro. Per farmacie rurali con comuni che contano meno di 3mila abitanti la tariffa è di 10 euro.

La postilla che ci riguarda è che quando il farmaco è prescritto in regime di Ssn dalla guardia medica, oppure è prescritto dal medico su ricetta Ssn con l’indicazione di “carattere di urgenza” l’importo del supplemento è a carico del Ssn e quindi non grava sul cittadino.

La novità rientra nel decreto ministeriale del 22 settembre, pubblicato in Gazzetta ufficiale (Aggiornamento della tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali) e in vigore dal 9 novembre. E, come rileva Federfarma, il sistema di tariffe non era stato adeguato da più di venti anni.

Con questo decreto, in pratica, sparisce il servizio diurno (tranne che per le rurali sussidiate), e viene aggiornato il notturno, per tutte le farmacie (urbane, rurali, sussidiate). Inoltre, si vietano incrementi sui prezzi determinati in base alla tariffa e conferma lo sconto nella misura del 16% agli enti pubblici o privati che abbiano finalità di assistenza e beneficenza.

Quanto ai supplementi notturni, come si legge nel decreto, per la dispensazione di uno o più medicinali e dei medicinali veterinari effettuata durante le ore notturne, dopo la chiusura serale, secondo gli orari stabiliti dalla competente autorità sanitaria, spetta un diritto addizionale di 7,50 euro alle farmacie urbane e rurali non sussidiate e di 10 euro alle farmacie rurali sussidiate. Per la dispensazione di uno o più medicinali effettuata dalle farmacie rurali sussidiate durante le ore di chiusura diurna spetta un diritto addizionale di 4 euro. I diritti addizionali sono dovuti soltanto quando la farmacia effettua servizio a “battenti chiusi” o “a chiamata”.

Perché questi aumenti? Come spiega Marco Cossolo, presidente Federfarma, "la remunerazione del servizio notturno è restata ferma per 24 anni. Dal ’93 l’importo dovuto era stato fissato a 3,87 euro per le farmacie urbane e 4,91 euro per le farmacie rurali sussidiate. È chiaro che se fosse stata aggiornata ogni due anni, come previsto dalla norma, l’aumento sarebbe stato lento e progressivo nel tempo, e non avrebbe perciò fatto tanto clamore".

"C’è da dire anche che nei casi di vera necessità, vale a dire quando il farmaco è prescritto in regime di Ssn dalla guardia medica, oppure è prescritto dal medico su ricetta Ssn con l'indicazione del carattere di urgenza - prosegue Cossolo - l'importo del diritto addizionale è a carico del Ssn e quindi non grava sul cittadino. Nel caso poi di un paziente dimesso dal pronto soccorso, la prima dose della terapia viene somministrata in ospedale e il proseguimento della cura avviene di solito il giorno successivo, quindi c'è tutto il tempo per andare in farmacia nel normale orario di apertura".

Ma non ci sta il Codacons, che invece parla di una “una ignobile speculazione sullo stato di necessità dei cittadini. Chi acquista farmaci in orari notturni non lo fa per divertimento, ma perché si trova in un evidente stato di necessità e non può essere punito per questo – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Introdurre incrementi tariffari a danno di chi utilizza le farmacie di notte equivale a danneggiare chi, per motivi di urgenza o a causa di situazioni di particolare bisogno, è costretto ad uscire di casa di notte per acquistare medicinali. A costoro non dovrebbe essere chiesto nemmeno 1 euro di sovrapprezzo, considerato che le farmacie svolgono un servizio obbligatorio e dovuto”.

Germana Carillo

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