depressione-inverno

In termini tecnici è chiamata SAD, disturbo affettivo stagionale, ma per capirci meglio possiamo parlare di depressione d’inverno, una condizione che può comparire durante i mesi freddi complici le giornate corte, il freddo e il mal tempo. Scopriamo come riconoscerla e fronteggiarla.

In autunno e in inverno oltre a sentirci più stanchi e scarichi potremmo notare anche una variazione dell’umore, scarsa motivazione e svogliatezza nelle nostre comuni attività o la comparsa di un vera e propria depressione (winter blues) che può rendere le giornate lunghe e difficili almeno fino a che non cambia il clima e la stagione. Ma perché avviene questo?

Cause e sintomi della depressione d’inverno

Il nostro naturale ritmo in inverno viene messo duramente alla prova dalla mancanza di luce. E’ come se l’orologio biologico in qualche modo si sballasse. Ci sono diversi sistemi biologici coinvolti in questo processo, inclusi alcuni dei principali sistemi neurotrasmettitori presenti nel cervello che sono associati alla motivazione, all'energia e all'organizzazione dei nostri ritmi circadiani. 

I livelli di serotonina ad esempio tendono a diminuire a causa della scarsa luce solare. Alcune ricerche hanno dimostrato come la produzione di questa sostanza possa essere modulata direttamente dalla luce. In individui particolarmente sensibili, in autunno e in inverno i livelli di serotonina nel cervello vengono ridotti in misura tale da aumentare la probabilità di un episodio depressivo.

Esiste una teoria che ritiene che la depressione d’inverno sia correlata alla nostra evoluzione e al comportamento dei nostri antenati che durante l’inverno mettevano in atto una sorta di “conservazione energetica”, come l’ha definita il professor Robert Levitan dell’Università di Toronto che ha dichiarato:

"Dieci mila anni fa, durante l'era glaciale, questa tendenza biologica a rallentare durante l'inverno è stata utile, specialmente per le donne in età riproduttiva, la gravidanza richiede infatti un grande dispendio di energie. Ma ora abbiamo una società h24, ci si aspetta che siamo attivi tutto il tempo ed è fastidioso".

Questa sarebbe la spiegazione anche del fatto che il fenomeno sia più frequente nelle donne adulte (l’80% delle persone che soffrono di SAD sono proprio donne).

Ma quali sono i sintomi della SAD?

  • Sentirsi depressi per la maggior parte della giornata, ogni giorno (o quasi)
  • Perdere interesse per le attività che di solito piacciono
  • Avere scarsa energia
  • Avere problemi con il sonno o al contrario dormire troppo
  • Sperimentare cambiamenti nell'appetito (aumenta il desiderio di carboidrati) o nel peso
  • Difficoltà di concentrazione
  • Sentirsi lenti o agitati
  • Sentirsi senza speranza, inutili o colpevoli

Nei casi più gravi si possono avere anche frequenti pensieri di morte o suicidio.

Più spesso fortunatamente compare in una condizione lieve o moderata ovvero le persone in autunno e inverno accusano alcuni dei sintomi sopracitati ma non hanno una vera e propria depressione clinica.

winter blues

Come superare la depressione d’inverno

Dato che in questo specifico caso il problema è sostanzialmente la mancanza di luce solare, sarebbe bene nelle ore centrali della giornata, almeno quando è bel tempo, trascorrere del tempo all’aperto meglio se immersi nella natura. Anche l’aria fresca aiuta a sentirsi vivi e in connessione con il mondo.

Se proprio non si ha la possibilità di uscire è possibile come alternativa usufruire di un’illuminazione artificiale per almeno 30 minuti al giorno. Si tratta della cosiddetta terapia luminosa, un mezzo artificiale in grado di stimolare i neurotrasmettitori del cervello attraverso una luce ultravioletta filtrata specifica per persone affette da Sad.

Anche con l’alimentazione possiamo aiutarci mangiando alimenti come il cioccolato fondente e seguendo una dieta molto ricca di cibi vitali ed energizzanti. Meglio stare lontani invece da caramelle e carboidrati raffinati.

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Un musica allegra ascoltata in casa ma anche sul posto di lavoro può aiutare a combattere le depressione ma anche meglio, per chi ne ha la possibilità, organizzare una vacanza invernale in luoghi soleggiati e caldi in modo da ricaricarsi un po’.

Naturalmente in caso i sintomi siano molto seri o persistano al di là delle stagioni è bene rivolgersi ad uno specialista.

Francesca Biagioli

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