antrace

Paura antrace a Grottaferrata, in provincia di Roma. Nella zona della Molara infatti alcuni capi di bestiame sono morti e al momento 2 potrebbero essere i casi di contagio sull'uomo. Il sindaco Luciano Andreotti ha vietato il pascolo sul Tuscolo, dichiarato “zona infetta” dal 1° settembre.

Nel corso del mese di agosto sono stati circa 10 i capi di bestiame uccisi dall'antrace bovina. Nota anche come carbonchio, è un'infezione causata dal batterio Bacillus anthracis che può anche svilupparsi nell'uomo, per esposizione ad animali e tessuti di animali infetti, inalazione di spore del batterio o ingestione di cibo contaminato.

Per scongiurare il rischio di contagio e limitare al massimo la diffusione dei batteri, sono subito scattati controlli e misure di prevenzione. I bovini ancora in vita dell'azienda agricola sono stati messi in quarantena.

Ma intanto, secondo quanto riportato dal Messaggero, sarebbero due le persone contagiate. Un veterinario, la cui infezione è già stata confermata e curata, e un uomo che lavora nei campi della zona infetta della Molara, per il quale si attende conferma dell'avvenuto contagio.

Nei giorni scorsi, il primo cittadino di Grottaferrata ha incontrato il direttore della prevenzione Asl Rm6, il dottor Mariano Sigismondi per fare il punto sulla situazione relativa all’emergenza carbonchio.

Nel corso dell'incontro, a cui hanno preso parte anche i tecnici dell’Istituto Zooprofilattico, i medici dell’ospedale Spallanzani e i rappresentanti della Regione Lazio, il dirigente Asl Roma 6 ha confermato l’origine terrigena della malattia (carbonchio ematico) dovuta alla sporificazione del bacillo dell’antrace a contatto con l’ossigeno. Ha confermato la Asl che dopo le morti registratesi tra il 24 e il 25 agosto non ci sono stati altri casi.

Le piogge abbondanti hanno già dato una mano alla zona infetta del comune di Grottaferrata. Nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori esami per scongiurare la presenza del batterio.

“La cittadinanza non corre particolari pericoli” rassicura il dott. Sigismondi, secondo cui “con le dovute precauzioni di igiene è possibile raccogliere e consumare ortaggi e uve di campi e vigneti presenti nelle zone limitrofe all’area interdetta che, peraltro non risulta essere abitata.”.

Allertati anche i medici di base e gli ospedali sulle modalità di manifestazione della malattia nell’uomo, curabile con trattamenti di penicillina.

Domani, 8 settembre, i cittadini potranno incontrare il sindaco e i tecnici della Asl dalle 15.30 per chiarimenti e aggiornamento sull'evolversi della situazione.

Francesca Mancuso

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