Zecche

Punture di zecca e malattia di Lyme. Estate tempo (anche) di escursioni in montagna, ma attenti alle punture di zecca. Innocue fino a un certo, non sono assolutamente da prendere sottogamba, pena anche gravi complicazioni. Cosa fare se si è punti da una zecca? E quali rischi si corrono?

In genere, la prima preoccupazione è relativa al fatto che le zecche sono in grado di trasmettere agli esseri umani la malattia di Lyme, o morbo di Lyme o borreliosi. Si tratta di una malattia di origine batterica che colpisce in primo luogo la pelle e le articolazioni, ma può riguardare anche gli organi interni e il sistema nervoso.

Le zecche sono parassiti ematofagi che si trovano soprattutto sulla cute dell’animale, al quale si attacca attraverso il proprio rostro. Succhiando il sangue, si ingrossano e diventano poi adulte in grado di liberare sul terreno le uova e avviare un nuovo ciclo. Possono infestare sempre, ma sono più frequenti quando il clima è caldo e umido.

Cosa fare se una zecca ci punge e come prevenire una puntura

Togliere il prima possibile l’insetto dalla pelle, avendo cura, se possibile, di farlo con una pinzetta. Il corpo della zecca non va schiacciato e se la sua bocca rimane ancora attaccata, è bene rimuoverla con un ago sterile.

In genere, gli esperti consigliano di non utilizzate alcol o altre sostanze e, se si teme un’infezione, di consultare un medico. In ogni caso, dal momento che la zecca ci mette circa 12 ore per completare la digestione del sangue umano e riversare nel torrente sanguigno il batterio responsabile della malattia di Lyme, il rischio di contrarre il morbo è praticamente nullo se si rimuove la zecca entro 12 ore dalla puntura.

Ecco perché, soprattutto alla luce del fatto che spesso non ci si accorge subito di essere stati punti (nella saliva della zecca c’è una sostanza anestetica che in molti casi non fa avvertire il morso), è bene fermarsi un attimo dopo le escursioni per verificare se siano presenti delle punture di insetti sulla pelle vostra e dei vostri cuccioli. Ed ecco perché è consigliabile andar per boschi o per prati con pantaloni lunghi e magliette a manica lunga.

La malattia di Lyme

La Malattia di Lyme è la più frequente patologia umana trasmessa dalle zecche. Ha origine batterica e interessa per lo più la cute. La patologia è causata soprattutto dal batterio Borrelia burgdorferi sensu striato, ma ci sono anche il Borrelia afzelii e il Borrelia garinii. Oltre ai cani (in primis i cani da caccia), i principali veicoli d’infezione possono essere anche animali selvatici come roditori, caprioli, cervi, volpi o lepri.

Il periodo di incubazione va dai 4 ai 25 giorni e il primo esordio consiste in un eritema cronico migrante, ossia una macchia rossa che può ingrandirsi fino a diventare una enorme macchia circolare-ovale o anche triangolare. L’eritema spesso si accompagna a febbre, dolori muscolari, spossatezza, mal di testa e collo rigido. Nei casi più gravi, anche dolori cardiaci, dolori articolari o problemi neurologici.

I medici somministreranno necessariamente una cura antibiotica, ma, perché i medicinali siano efficaci, la malattia di Lyme dev’essere diagnostica tempestivamente.

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Altre malattie dovute alle zecche

La malattia di Lyme non è l’unica malattia che può essere trasmessa dalle zecche.
La zecca del bosco, quella che trasmette proprio la malattia di Lyme, in alcune zone può essere anche veicolo di encefalite da zecca (una malattia virale con sintomi simili a quelli dell’influenza), mentre la zecca del cane, soprattutto nell’Italia meridionale e insulare, può trasmettere la Rickettsiosi, altrimenti detta febbre bottonosa del Mediterraneo.

Germana Carillo

 

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