Citomegalovirus

Il Citomegalovirus è un virus molto comune appartenente alla famiglia degli herpes virus (come l’herpes labiale, l’herpes genitale e il virus della varicella). Il suo nome fa riferimento al fatto che è in grado di provocare un considerevole aumento delle dimensioni delle cellule che colpisce. Ma quali sono i sintomi del Citomegalovirus? E perché può essere pericoloso in particolari condizioni come la gravidanza?

Si tratta di un virus che può infettare chiunque ed è talmente diffuso che arriva a contagiare il 90-100% della popolazione dei Paesi sottosviluppati, mentre in quelli occidentali il 60-80% degli adulti presenta anticorpi anti-Cytomegalovirus, con un 40% dei bambini che hanno già contratto l’infezione.

Una volta contratta il Citomegalovirus, l’infezione rimane latente e, come nel caso degli altri herpes virus, può riattivarsi in situazioni di indebolimento del sistema immunitario.

Cos’è il Citomegalovirus

Il Citomegalovirus (o anche CMV, cytomegalovirus o herpes virus umano 5) è un agente infettivo diffuso in tutto il mondo che rientra nella famiglia degli herpes virus, cui fanno parte microrganismi responsabili di patologie comuni come:

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Chi ha già contratto una volta il CMV non ne rimane immune completamente, ma anzi ha tutte le possibilità di contrarre una reinfezione. Sulla base di ciò, l’infezione si distingue in primaria o ricorrente, che a sua volta è distinta in riattivazione (da ceppo virale già presente nel soggetto) e reinfezione (da ceppo virale diverso da quello che aveva precedentemente infettato l’organismo).

Il virus si contrae per lo più tramite la saliva, il sangue, le urine e i rapporti sessuali. Raramente l’infezione si trasmette in modo indiretto, con l’utilizzo di oggetti come un bicchiere, uno spazzolino da denti o, quanto ai bambini, un giocattolo o il ciuccio.
Uno degli aspetti fondamentali legati al Cmv è rappresentato dalle infezioni congenite: un’infezione contratta in gravidanza e trasmessa al feto può infatti comportare danni permanenti anche gravi per il nascituro.

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Citomegalovirus sintomi

Nella maggior parte dei casi una infezione da Citomegalovirus è del tutto asintomatica oppure presenta sintomi quasi impercettibili.
La maggior parte degli individui sani che contraggono la malattia, in buona sostanza, non ha sintomi e non si accorge dell’infezione, mentre alcuni soggetti sviluppano una forma leggera della malattia con sintomi tipici di una comune influenza (febbre, mal di gola, affaticamento e ingrossamento dei linfonodi). Nelle persone immunodepresse, cioè con ridotte difese immunitarie, il virus può essere all’origine di malattie gravi, quali polmoniti, epatiti o encefaliti.

Ricapitolando, quanto è manifesto o nei soggetti immunodepressi, il CMV può avere sintomi come:

A volte, possono presentarsi segni più gravi come infiammazione ai polmoni, agli occhi, al fegato, alla milza o al tratto digerente.

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citomegalovirus struttura

Sintomi del Citomegalovirus congenito

Diverso è il fenomeno del Citomegalovirus congenito: in questo caso, i sintomi tipici dei bambini contagiati dal virus prima della nascita (i quali a loro volta possono diffondere il virus anche per tre anni dopo la nascita) si possono distinguere in temporanei e permanenti.

Tra i sintomi temporanei nei bambini contagiati dal CMV ci sono:

  • petecchie, chiazze rosse sulla pelle corrispondenti a delle piccole emorragie
  • convulsioni
  • ittero
  • piccole dimensioni alla nascita
  • problemi al fegato
  • problemi alla milza
  • problemi polmonari

Mentre permanenti più che sintomi sono delle vere e proprie disabilità, come:

  • cecità
  • sordità
  • convulsioni
  • microcefalia
  • problemi di coordinazione dei movimenti
  • ritardo mentale

In tutti i casi si tratta di sintomi che possono comparire anche molto tempo dopo la nascita, per cui in genere i medici consigliano di sottoporre a controlli periodici tutti i bambini nati con infezione da citomegalovirus.

Citomegalovirus cause

Molti sono i fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare l'infezione da Citomegalovirus, tra cui la frequentazione di asili e scuole, lo stretto contatto con un soggetto infetto o anche un indebolimento del sistema immunitario. È per questo che è particolarmente facile contrarre l’infezione durante l'infanzia (promiscuità ambientale) e durante pubertà, con i primi rapporti sessuali.

Il contagio, infatti, avviene soltanto tramite il contatto diretto da persona a persona a causa delle secrezioni oro-faringee, vaginali e spermatiche, ma anche attraverso il latte materno o il contatto con lacrime, urine o feci di un soggetto infetto. Non sono da escludere nemmeno le trasfusioni di sangue o di emoderivati infetti, e i trapianti di midollo osseo o di organi.

La trasmissione, poi, dalla madre al feto durante i nove mesi di gravidanza è uno dei punti fondamentali che destano più preoccupazioni.

In definitiva, le cause che portano alla diffusione di un’infezione da CMV sono:

contatto da soggetto a soggetto con conseguente trasmissione di fluidi corporei
trasmissione madre-figlio durante la gravidanza o l’allattamento
trasfusioni o trapianti di organi infetti

Le infezioni congenite da Cmv, perché il Citomegalovirus è pericoloso in gravidanza

Le donne incinte rientrano tra quei soggetti “immunodepressi” particolarmente a rischio di infezione. Ma il pericolo non è scampato nemmeno per coloro che hanno già contratto il virus prima della gravidanza, perché, come dicevamo, è dietro l’angolo la riattivazione del CMV latente o la reinfezione da un nuovo ceppo.

L’infezione a trasmissione verticale da madre a feto – che non è correlata a un determinato periodo gestazionale – viene detta primaria quando una donna precedentemente sieronegativa l’acquisisce per la prima volta durante la gravidanza; secondaria quando, in una donna che aveva già contratto l’infezione, avviene per riattivazione del virus latente o per reinfezione da un nuovo ceppo.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il rischio di trasmissione al feto va dal 30 al 40% nella forma primaria e si attesta tra lo 0,5 e il 2% nella forma secondaria. L’85-90% dei neonati con infezione congenita non presenta sintomi, ma il 10% circa dei neonati asintomatici presenta sequele tardive, generalmente difetti uditivi.
Il 10-15% circa dei neonati è invece sintomatico, con sintomi che – come abbiamo visto in precedenza – possono essere temporanei o permanenti.

donna incinta

Quanto alla diagnosi, per capire se c’è stata trasmissione verticale, sono necessari esami invasivi come l’amniocentesi o l’analisi del sangue fetale, mentre per individuare nel neonato l’infezione congenita da Citomegalovirus basteranno analisi del sangue, urine e saliva durante le prime tre settimane di vita.

Come tutte le altre categorie più vulnerabili alla malattia, anche le donne in gravidanza devono seguire un’attenta igiene personale.

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Come evitare l'infezione:

È sempre buona norma sempre:

  • lavarsi le mani con acqua calda e sapone prima di mangiare e di cucinare, dopo essere entrate a contatto con urina o feci dei bambini se già ne avete, dopo essere andate in bagno e dopo ogni tipo di contatto con fluidi corporei
  • evitare di scambiarsi posate o altri utensili durante i pasti, soprattutto se avete già bambini piccoli
  • pulire con accuratezza e con un paio di guanti le superfici contaminate da fluidi corporei

Germana Carillo

 

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