varicella

La varicella è una malattia infettiva che colpisce soprattutto i bambini. Conosciamola più da vicino facendo luce su tutto quello che c’è da sapere riguardo a contagio e incubazione ma soprattutto scopriamo i rimedi più efficaci per alleviare il fastidio delle tipiche bolle che fa comparire.

COS’È LA VARICELLA

La varicella è una malattia infettiva molto contagiosa provocata dal virus Varicella zoster (VZV) che fa parte della famiglia degli Herpesvirus. I più frequentemente colpiti sono i bambini dai 5 ai 10 anni ma non si esclude ovviamente che il virus possa essere contratto prima o dopo e anche in età adulta.

SINTOMI DELLA VARICELLA

I sintomi più caratteristici della varicella sono le bolle che compaiono soprattutto sulla testa, sul viso e sul tronco, spesso accompagnati da febbre (solitamente bassa), mal di testa e sensazione di malessere generale.

Le bolle rosse e pruriginose nel giro di un giorno o due diventano vescicole e pustole acquose e poi, dopo circa una settimana, tendono a formare la crosta seccandosi e cadendo.

Il quantitativo di bolle varia da persona a persona, ce ne possono essere moltissime sparse in tutto il corpo come invece solo alcune localizzate in determinate zone.

Ricapitolando attenzione a:

Rash cutaneo che si trasforma in bolle e pustole acquose

• Vescicole che tendono a seccarsi

• Forte prurito

Febbre

• Mal di testa

Sensazione di malessere generale

Sarà il pediatra o il medico a diagnosticare la varicella, cosa abbastanza semplice viste la caratteristiche bolle acquose che la contraddistinguono rispetto ad altre malattie esantematiche.

varicella bolla

varicella bambino

CONTAGIO

Il contagio della varicella avviene solitamente nel lasso di tempo che va da 5 giorni prima a circa 5 giorni dopo la comparsa delle bolle. È evidente quindi che, in particolare nella prima ipotesi, si tratta di una condizione difficile da evitare dato che non è ancora emersa la presenza della malattia.

La trasmissione avviene per via aerea ad esempio se una persona affetta da varicella tossisce o starnutisce ma anche tramite contatto diretto con bolle o vescicole.

Per quanto riguarda invece l’incubazione, parlando specificatamente della varicella questa dura 2 o 3 settimane.
Una volta diagnosticata la presenza di varicella la persona colpita dovrebbe stare isolata per almeno 5 giorni dal momento in cui è comparso il rush cutaneo.

DURATA

Nel caso dei bambini la malattia si risolve da sola dopo circa una settimana o 10 giorni ma il decorso è generalmente più lungo e pesante nel caso colpisca gli adulti.

varicella

VARICELLA IN GRAVIDANZA

Se si è avuto la varicella prima della gravidanza si può stare tranquilli dato che anche il neonato sarà coperto per i suoi primi mesi di vita grazie al passaggio degli anticorpi che avviene tramite la placenta e poi il latte materno.

Se invece la donna non ha contratto la varicella dovrebbe prestare attenzione per evitare che il virus passi al feto e possa sviluppare alcuni problemi o avere complicazioni. Si tratta comunque di un’evenienza che nella maggior parte dei casi si risolve positivamente.

Molto dipende anche da quando compare il virus, se prima delle 28 settimane non c’è rischio di un aborto ma di possibili complicazioni, sia pure limitate, nello sviluppo del feto. Nelle settimane successive e fino alla 36esima settimana non ci sono complicazioni per il futuro neonato se non la possibilità che sviluppi nei primi anni di vita l’herpes zoster. Se invece la varicella viene contratta poco prima della nascita o nei giorni successivi si svilupperà come varicella neonatale.

varicella bocca

RIMEDI

Non esiste un vero e proprio trattamento per la varicella, ma si può agire con alcuni rimedi naturali contro il prurito.

Bagno d’avena

Questa tecnica è conosciuta fin dall’antichità e si avvale delle doti lenitive ed emollienti dell’avena sulla pelle, perfetta anche per alleviare i fastidi del prurito in caso di varicella. Servono 3/4 -1a tazza di fiocchi d’avena o dei chicchi di questo cereale, un tritatutto, e un sacchetto di cotone (va bene anche un fazzoletto di stoffa da legare con un nodo o utilizzando un elastico).

Tritate bene l’avena utilizzando un minipimer e poi inseritela nel sacchetto facendo attenzione a chiuderlo bene per evitare fuoriuscite. Nel frattempo riempite la vasca da bagno con acqua tiepida (35° circa) e poi inserite il sacchetto. È importante strizzarlo un po’ in modo da far uscire fuori una specie di latte che si spargerà all’interno della vasca e che potrete utilizzare semplicemente mettendovi a mollo oppure per effettuare un massaggio delicato sulle parti che prudono di più.

Un bagno di avena dovrebbe durare almeno 15 minuti per fare il suo effetto, se non avete la vasca da bagno potete utilizzare il sacchetto anche sotto la doccia spargendo il latte d’avena sulla pelle al posto del bagnoschiuma che usate comunemente.

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varicella bagno

Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio si può utilizzare diluito con acqua per fare un bagno oppure per effettuare spugnature sulle zone più colpite dalla varicella.

Amido di riso

Anche l’amido di riso può dare sollievo dal prurito. Si può usare per fare dei bagni lenitivi con acqua tiepida oppure preparare una sorta di “pappetta” da mettere sulle bolle che prudono di più.

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Calendula

Sulle bolle si può applicare dell’oleolito di calendula, del talco alla calendula, della pomata alla calendula o della tintura madre diluita al 50% con acqua. Questa pianta ha doti antinfiammatorie e lenitive.

Leggi anche: CALENDULA: PROPRIETÀ, USI E CONTROINDICAZIONI

Olio di mandorle dolci

Contro le irritazioni provocate dalla varicella, l’azione emolliente offerta dall’olio di mandorle dolci può donare sollievo ai bambini che durante il decorso della malattia soffrono di grande prurito.

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Vitamina C

Aumentare l’apporto di vitamina C durante la varicella può essere importante per sostenere il sistema immunitario nella lotta contro il virus e dunque per agevolare la guarigione. Via libera dunque a tutti gli alimenti che ne contengono di più.

ALTRI CONSIGLI UTILI

Consigli utili in caso di varicella da tenere bene a mente sono:

Tenere le unghie corte per evitare di peggiorare la situazione grattandosi

• Usare detergenti neutri e delicati con buon inci

• Indossare vestiti leggeri e traspiranti meglio se di cotone bianco

• Indossare per andare a dormire guanti di cotone per evitare spiacevoli peggioramenti dovuti al prurito notturno

• Una volta spuntate le bolle meglio non esporsi al sole

LA VARICELLA SI DIFFONDE MENO CON IL SOLE

Una ricerca di qualche anno fa ha scoperto come la luce solare rallenterebbe la riproduzione del virus responsabile della malattia, limitando così l’insorgenza delle fastidiose bolle. A rivelarlo sono alcuni ricercatori britannici, secondo i quali l’esposizione alla luce solare può aiutare ad ostacolare la diffusione del virus responsabile della varicella. Una novità che appare sorprendente considerando che fino ad oggi tutti gli esperti hanno sempre tenuto che è necessario stare lontano dai raggi solari durante la malattia e nel tempo immediatamente successivo alla guarigione. In effetti  la ricerca ha messo in evidenza come il virus, l’Herpes zoster, a contatto con il sole riesca a trasmettersi con meno vigore. Non a caso la malattia infettiva che colpisce soprattutto i bambini è molto meno diffusa nei Paesi tropicali, dove la presenza dei raggi UV è maggiore che altrove.

Probabilmente il sole evita la diffusione quando la malattia è ancora in incubazione ma una volta comparse le bolle rimane valido il consiglio di evitare l’esposizione.

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VARICELLA E FUOCO DI SANT’ANTONIO

Varicella e fuoco di Sant’Antinio sono due malattie strettamente legate. Il fuoco di Sant’Antonio o herpes zoster è infatti provocato dal virus della varicella infantile (varicella-zoster virus). Si tratta sostanzialmente di una riattivazione dell'infezione latente da virus della varicella, e questo significa che lo zoster può verificarsi solo in individui che hanno già avuto la varicella. Il sistema immunitario è in grado di eliminare il virus nella maggior parte dei luoghi del corpo, ma esso rimane latente nel ganglio adiacente al midollo spinale (ganglio dorsale) o nel ganglio di Gasser nella base del cranio.

Leggi anche: FUOCO DI SANT'ANTONIO: COS'È, CAUSE E RIMEDI PER DARE SOLLIEVO

herpes zosterIl fuoco di Sant’Antonio può colpire persone di qualsiasi età ed è molto contagioso fino a quando non si sono formate le croste. Si  tratta inoltre di una malattia ben più dolorosa  e fastidiosa della classica varicella

Francesca Biagioli

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