allenare memoria

Ho pochissima memoria, quante volte l’abbiamo detto? Uno studio dimostra che non è così, perché tutti possono migliorare la propria capacità di memorizzare.

La conferma arriva da uno studio olandese che dimostra che il cervello è anatomicamente identico, quindi non ci sono differenze strutturali tra chi dice di avere poca memoria e chi una memoria di ferro.

La ricerca pubblicata sulla rivista Neuron spiega che è solo una questione di allenamento e che chiunque può migliorare la propria abilità mnemonica. Facendo un allenamento costante di trenta minuti ogni giorno per 40 di fila.

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Lo studio

Ci sono sicuramente degli alimenti che ci danno una memoria migliore, come ad esempio, la curcuma o il cioccolato fondente, ma questo studio condotto dalla Radboud University Medical Center di Nijmegen nei Paesi Bassi, dimostra che ricordare nomi ed elenchi, non è possibile per nessuno.

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Il team di ricercatori, attraverso la risonanza magnetica, ha esaminato il cervello di 23 campioni del mondo di memoria e 23 persone simili per quanto riguarda età, condizioni di salute, intelligenza, ma con una memoria media.

Il professor Martin Dresler ha scoperto che i volontari con una super memoria hanno più di venti connessioni cerebrali, che non sono stati riscontrati negli altri.

Durante l’esperimento, le persone sono state divise in tre gruppi: il primo doveva allenare la memoria a breve termine, il secondo più intenso per la memoria strategica e un terzo non doveva fare alcun allenamento per la memoria. Prima del successivo test questi volontari erano in grado di ricordare tra le 26 e le 30 parole di un elenco.

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I risultati si sono avuti dopo 40 giorni di allenamento. Il gruppo che aveva svolto il training più intenso era in grado di ricordare 35 parole in più, chi aveva seguito gli esercizi per la memoria breve era migliorato in media di 11 parole, mentre l’ultimo di 7.

Dopo l’esperimento i volontari sono stati sottoposti a una nuova risonanza magnetica le persone allenate con la tecnica dei loci o palazzo della memoria, avevano sviluppato le 25 connessioni cerebrali riscontrate nei campioni di memoria.

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I ricercatori hanno coinvolto nel progetto 23 atleti di memoria di classe mondiale, e attraverso le risonanze magnetiche funzionali (fMRI) hanno confrontato la morfologia e l'attività cerebrale del loro cervello con quelle di 23 volontari, tutti quanti con età, intelligenza e stato di salute paragonabili a quelle dei campioni, ma con capacità mnemoniche nella media.

Dalle analisi è emerso che i cervelli fra i due gruppi risultavano perfettamente identici, tranne che per un dettaglio: la presenza di un paio di dozzine di connessioni cerebrali peculiari negli atleti di memoria.

Dominella Trunfio

 

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