Omocisteina

L’omocisteina è un aminoacido fondamentale per il nostro corpo. Gran parte dell’omocisteina che circola nel nostro organismo deriva dal metabolismo dei cibi che assumiamo. Ma perché è importante monitorare costantemente l’omocisteina? Cosa fare nel caso di omocisteina alta? Cosa significa avere un livello di omocisteina basso? E quali sono i valori di riferimento?

Al pari del colesterolo, va detto che anche l’omocisteina può essere associata a un incremento di determinate malattie come quelle cardiovascolari, ma anche all’aumento del rischio di altre patologie del sistema circolatorio.

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Omocisteina, cos’è

L’omocisteina è un aminoacido solforato, che contiene cioè zolfo. Si tratta di un prodotto del metabolismo che si forma con la trasformazione enzimatica della metionina, che è a sua volta un altro aminoacido essenziale che il nostro organismo introduce con alcuni cibi proteici come latte e latticini, uova, carne e legumi.

Se presente in eccesso nel sangue (iperomocisteinemia o HHcy), l'omocisteina può causare danni anche superiori rispetto all’eccesso di colesterolo. L’omocisteina rappresenta un fattore di stress ossidativo per il nostro organismo, nel senso che i suoi valori non possono aumentare oltre quelli consentiti, perché, se si accumula, si rischiano patologie cardiovascolari, neuro-degenerative e ossee.

Un ruolo importante nel metabolismo dell'omocisteina lo hanno:

L’integrazione con questi elementi è considerata un supplemento particolarmente indicato in quei soggetti che presentano un elevato rischio cardiovascolare. Vedremo più nello specifico in seguito.

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Omocisteina: i valori di riferimento

I valori nel sangue di omocisteina si riassumono in tre diversi livelli di rischio e di gravità (Fonte Inran):

  • moderato (16-30 μmol/L)
  • medio (31-100 μmol/L)
  • severo (>100 μmol/L)

In genere, i valori di omocisteina sono maggiori nell’uomo rispetto alla donna, fino al periodo della menopausa, quando la donna è agli stessi valori dell’uomo.

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Omocisteina alta

analisi sangue

La concentrazione di omocisteina nel sangue è dovuta sia a fattori genetici, sia a fattori di natura fisiologica che a fattori acquisiti, come può essere una dieta particolarmente povera di vegetali, l’assunzione di determinati farmaci o la presenza di malattie ereditarie. L’omocisteina prodotta viene riversata nel sangue ed eliminata soprattutto per via urinaria, in genere come omocistina.

Va da sé che quando i livelli plasmatici dell’omocisteina arrivano a concentrazioni troppo elevate si parla di iperomocisteinemia ed è una condizione che può avere diverse origini e danneggiare le pareti dei vasi sanguigni.

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Omocisteina alta: cause

Quindi, tra le cause di omocisteina alta si annoverano:

  • carenza di vitamine B12 B12, B6 e di acido folico
  • gravidanza, durante la quale quelle vitamine possono diventare carenti
  • deficit enzimatici, in caso di mutazioni genetiche gli enzimi coinvolti nei meccanismi di smaltimento dell’omocisteina non funzionano oppure funzionano solo parzialmente, e questo determina un aumento dei livelli di omocisteina
  • alcuni farmaci inibitori della pompa protonica, gli antiepilettici, gli anticoncezionali orali, i farmaci anti-Parkinson, il metotrexate

Alcune malattie specifiche possono influire sui livelli di omocisteina, tra queste:

Altri fattori che aumentano i livelli di omocisteina:

Omocisteina alta: sintomi

L’iperomocisteinemia è di per sé asintomatica, ma può manifestarsi con i sintomi dell’arteriosclerosi.

I sintomi dell’omocisteina alta possono essere:

  • indurimento delle arterie, con relativi crampi e dolori
  • eccessiva coagulazione del sangue

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Omocisteina bassa

Se l’omocisteina alta potrebbe aumentare il rischio cardiovascolare, l’omocisteina bassa in realtà non comporta rischi per la salute. Non esistono nemmeno sintomi particolari legati all’omocisteina bassa e, se c’è una buona funzionalità renale e il corpo non ha problemi particolari, non ci sono conseguenze o rischi importanti legati ad essa.

I fattori di rischio, insomma, per valori bassi di omocisteina, sono quasi inesistenti. Solitamente, se l’omocisteina è bassa, è da correlarsi a un’alimentazione povera o priva di cibi di origine animale, all’assenza di alcol e fumo, a un ridotto consumo di caffè e a una normale presenza di acido folico – vitamina B9 – vitamina B6 e vitamina B12.

L’importante è sempre tenere sotto controllo questo valore, soprattutto in gravidanza.

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Omocisteina alta e gravidanza

Acido folico gravidanza

L’omocisteina gioca un ruolo molto importante anche in alcune patologie legate alla gravidanza. Livelli elevati di omocisteina durante i nove mesi di gestazione sono stati osservati nelle donne affette da preeclampsia, un distacco prematuro di placenta, potenzialmente mortale per il feto.

In più, per il feto vi è un maggiore rischio di:

  • malformazione (spina bifida)
  • ritardo della crescita
  • difetti del tubo neurale

Non è un caso che sia ormai di routine prescrivere alle donne in gestazione un’assunzione quotidiana di acido folico eventualmente abbinato a vitamina B6 e B12.

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Omocisteina alta: dieta

Cibi crudi

Se non ci sono fattori genetici, omocisteina alta è soprattutto sinonimo di stile di vita scorretto. Per cui, bene sarebbe smettere in primis di fumare e di evitare gli alcolici, fare un po’ di attività fisica e seguire un’alimentazione corretta. In questo caso, ricordatevi anche che una cottura ad elevate temperature o troppo prolungata nel tempo determina un drastico abbassamento della concentrazione di vitamine all’interno degli alimenti.

Dunque:

  • consumare frutta e verdura crude (perché, essendo quelle - B9, B6 e B12 – delle vitamine idrosolubili, tendono a disperdersi nel liquido di cottura)
  • consumare legumi
  • consumare fonti proteiche ricche di amminoacidi essenziali
  • ridurre i grassi di origine animale

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Nello specifico

Omocisteina alta: gli alimenti consigliati

Alimenti ricchi di vitamina B12:

tonno
vongole
formaggi e latticini
uova
pesce

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Alimenti ricchi di vitamina B6:

cereali
legumi
patate
peperoni
cavoli
broccoli
pesce
uova
latte

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Alimenti ricchi di acido folico:

legumi
pollo
spinaci
lattuga
cicoria
barbabietola
broccoli
soia
quinoa
frutta secca
castagne
uova
pesce
formaggi

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Germana Carillo

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