Maculopatia

La maculopatia, o anche degenerazione maculare, è una malattia che riguarda la parte centrale della retina, la cosiddetta macula.

Dal nome scientifico miodesopsie, la maculopatia è riconosciuta dai più per quella sensazione di “mosche volanti”, ossia per via di quelle piccole macchie scure (corpi mobili filiformi o puntiformi) che sembrano fluttuare quando si fissa uno sfondo bianco o un cielo terso e che si muovono insieme al movimento dell’occhio.

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Maculopatia: cos'è

Le miodesopsie sono in pratica dei disturbi visivi - che possono manifestarsi a qualunque età (ma soprattutto in età avanzata) e possono anche accompagnarci per tutta la vita - caratterizzati dalla sensazione di oscuramento circoscritto del campo visivo, come se dei corpi puntiformi, cilindrici o di forma irregolare si inserissero tra l’occhio e l’oggetto che si osserva.

degenazione maculare

La maculopatia si caratterizza, quindi, per una graduale perdita della visione centrale, spesso di entrambi gli occhi, che limita fortemente tutta la funzione visiva. Difficilmente, però, si arriva a una completa cecità, perché è scientificamente provato che la visione laterale sia solitamente conservata almeno fino agli stadi terminali della malattia.

La forma più frequente di maculopatia è quella senile, che si distingue in secca (la retina si assottiglia perché le cellule visive smettono di funzionare e scompaiono) e umida, mentre altre forme di maculopatia sono:

  • maculopatia miopica
  • maculopatia diabetica
  • maculopatia essudativa dopo trombosi venose della retina
  • maculopatia a cellophane o Pucker maculare, caratterizzata dalla crescita sul versante interno della retina di una piccola membrana che con il tempo può provocare una visione distorta delle immagini

Se non sono l’effetto secondario di problemi oculari ben più gravi, le cause delle miodesopsie sono in genere da ricondursi alla degenerazione del corpo vitreo legata all’età, cioè all'invecchiamento del corpo vitreo o anche alla presenza di una elevata miopia (al di sopra delle 5 diottrie circa). La medicina ufficiale, inoltre, annovera tra le possibili cause anche traumi alla testa, l’uso di colliri cortisonici per lungo tempo, la disidratazione dovuta ai mesi estivi o a regimi alimentari sbagliati o la presenza di una pressione intraoculare troppo alta.

Maculopatia: i sintomi

La maculopatia è assolutamente indolore, anche per questo, in prima battuta il problema visivo non viene spesso nemmeno notato perché il nostro organismo tende a supplire con l’occhio buono. I primi sintomi in genere sono:

  • la distorsione delle immagini, tanto che gli oggetti appaiono deformati o rimpiccioliti
  • macchie di “non visione” centrale per cui osservando per esempio un orologio, si vedono i contorni ma non l’ora indicata

Le “mosche volanti” variano nella forma (tipo ragnatele, circolari o filamentose), nella dimensione (piccoli puntini o macchie più grandi mobili) e nella quantità (singole o molteplici) e si spostano quando si muovono gli occhi.

Maculopatia: le cure

La prima cosa da eseguire in genere è il Test di Amsler per individuare una eventuale metamorfopsia (ossia la deformazione, l’ondulazione o la distorsione di tutto ciò che è dritto).

test amsler maculopatia

Al momento non esiste una terapia farmacologica che elimini del tutto il fastidio, per cui in generale i medici puntano sulla capacità di adattamento del cervello del paziente. In buona sostanza, dal momento che un’immagine visiva è data dalla somma delle immagini percepite sia con l’occhio destro che con quello di sinistra, è possibile che con il tempo il cervello si alleni e si abitui a eliminare i punti “opachi” utilizzando quelli normali dell’occhio controlaterale. In questi casi, si dovrebbe “semplicemente” non considerare le opacità. Non è una teoria campata in aria: è dimostrato che se il paziente continua a cercare le opacità e a fissarle, sicuramente continuerà a vederle e ad accusare disturbi.

La nuova tecnica

Agli studi per la cura della maculopatia è una tecnica poco invasiva, definita vitrectomia 27 GAUGE, già utilizzata di routine nella chirurgia vitreoretinica moderna per patologie come emorragia vitreale, distacco di retina, retinopatia diabetica, trombosi venose e fori maculari.

La tecnica usa una sonda molto piccola il cui diametro non arriva a mezzo millimetro e che si basa su 3 fori di diametro 0,4 mm, attraverso i quali si asporta il vitreo e si riparano eventuali alterazioni della retina mediante un laser. Gli esperti consigliano l’intervento a seconda dei casi, ad esempio nei soggetti miopi affetti da degenerazione patologica del vitreo con trazioni conseguenti sulla retina del loro occhio.

Germana Carillo

 

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