Nuovi Lea

Nuovi Lea: nuovi vaccini, l’eterologa e nuove terapie oncologiche: ecco in arrivo i Livelli essenziali di Assistenza (Lea) riveduti e corretti, ossia le cure e le prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o pagando un ticket.

Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha così firmato il via libera ai nuovi Lea già approvati dal Parlamento e firmati lo scorso 21 dicembre, siglando quello che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin definisceun passaggio storico per la sanità italiana”. Fino ad oggi, molte delle prestazioni le ottenevamo solo pagando, ora saranno prevalentemente gratuite in tutta Italia. Ma c’è un ma e riguarda la spesa dei ticket sanitari e la voce delle associazioni.

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Le principali novità

Nella nuova formulazione dei Lea rientrano la fecondazione assistita eterologa ed omologa, i nuovi vaccini (come l’anti-Papillomavirus, che sarà esteso anche ai maschi, l’anti-Pneumococco e l’anti-Meningococco), lo screening alla nascita e l’esenzione dal ticket per chi soffre di endometriosi e di broncopneumopatia cronico ostruttiva negli stadi clinici “moderato”, “grave” e “molto grave”.

I nuovi Lea, inoltre, ridefiniscono e aggiornano anche gli elenchi delle malattie rare (che arrivano a 110) e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione. Tra le malattie croniche sono introdotte sei nuove patologie, ovvero la sindrome di talidomide, l’osteomelite cronica, le patologie renali croniche, il rene policistico autosomico dominante. Vengono inoltre spostate tra le malattie croniche alcune patologie già esentate come malattie rare, come la celiachia e la sindrome di Down. Per quanto riguarda lo spettro dei disturbi dello spettro autistico sono previsti nuovi metodi all’avanguardia per il percorso di diagnosi, cura e trattamento.

Qui trovate l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza e i diversi focus patologia per patologia.

Le spese

Se da un lato c’è un allargamento delle prestazioni garantite, dall’altro sono previsti tagli alla spesa sanitaria imposta alle Regioni che potrebbe tramutarsi in aumenti dei ticket che le Commissioni di Camera e Senato ipotizzano in circa 18 milioni di euro. Inoltre, per gli italiani potrebbero arrivare anche aumenti della spesa complessiva a causa, per esempio, dell’esclusione dai Lea di alcune patologie particolarmente diffuse come l’ipertensione se non comporta danni d'organo.

Non sono molto contente, infine, le associazioni che si occupano di disabilità per il passaggio da “malattia rara” a “malattia cronica” di alcune malattie come la sindrome di Down. “La ricerca sulle malattie rare ha benefici e accesso a canali di finanziamento importanti, da cui a questo punto siamo esclusi. Invece la ricerca sta facendo molto ad esempio sull’invecchiamento precoce: queste ricerche ora corrono rischio di impantanarsi”, conclude Sergio Silvestre, presidente di Coordown, Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down.

Germana Carillo

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