mercurio amalgama

Il mercurio è stato utilizzato per anni e viene utilizzato ancora oggi in odontoiatria per le amalgame dentali. Ma è una sostanza altamente tossica che rappresenta una minaccia grave per la salute umana.

Il problema è stato sollevato dal Parlamento Europeo, che si sta battendo per la messa al bando del mercurio in Europa.

Per questo ha appena espresso il proprio voto per vietare l’utilizzo del mercurio in odontoiatria entro il 2022, ma questo è soltanto un primo passo, dato che la normativa proposta dal Parlamento dovrà essere valutata dalla Commissione Europea e del Consiglio Europeo.

In un solo anno in Europa nel settore odontoiatrico si utilizzano ben 74 tonnellate di mercurio, una sostanza altamente tossica che è considerata una minaccia sia per la nostra salute che per gli animali e per l’ambiente.

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Secondo la normativa proposta dal Parlamento Europeo:

“L’esposizione al mercurio a livelli elevati può causare danni al cervello, al cuore, ai reni, ai polmoni e al sistema immunitario di persone di tutte le età. Livelli elevati di metilmercurio nel flusso sanguigno di nascituri e bambini può nuocere allo sviluppo del sistema nervoso, il che riduce la capacità dei bambini di pensare e apprendere e può diminuire il quoziente d’intelligenza”.

Il Parlamento Europeo specifica in che modo il mercurio è dannoso per l’ambiente e la salute, anche al di fuori dell’ambito odontoiatrico:

“La maggior parte delle emissioni di mercurio e dei rischi associati all’esposizione deriva da attività antropiche, compresa l’estrazione e la trasformazione primaria di mercurio, l’uso di mercurio in prodotti, processi industriali trazione dell’oro a livello artigianale e su piccola scala, i siti contaminati e le emissioni di mercurio provenienti in particolare dalla combustione del carbone e dalla gestione dei rifiuti di mercurio”.

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Il problema del mercurio si estende ad altri settori perché la combustione di combustibili fossili nelle centrali elettriche e nelle caldaie industriali, insieme al riscaldamento domestico, rappresentano quasi la metà delle emissioni globali di mercurio. Pertanto, secondo il Parlamento Europeo, è opportuno accelerare la transizione verso la produzione di energia rinnovabile e dare impulso alle misure di efficienza energetica per ridurre notevolmente il rilascio di mercurio nell'atmosfera.

Non tutti gli operatori del settore odontoiatrico sono però concordi con la messa al bando completa delle amalgame al mercurio, perché al momento non esisterebbero alternative abbastanza valide e perché bisognerà attendere anni prima che queste siano disponibili.

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Bisogna però pensare innanzitutto alla salute dei cittadini per cui per evitare di dover utilizzare amalgame al mercurio in caso di carie e per la ricostruzione dei denti si dovrebbe innanzitutto favorire la prevenzione stessa della carie a partire da una maggiore consapevolezza sull’igiene dentale da diffondere tra la popolazione.

Secondo l’ANDI, l’utilizzo delle amalgame in odontoiatria è sicuro, mentre può essere problematica la loro rimozione, perché con il calore potrebbero sprigionarsi dei vapori di mercurio.

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“L’amalgama dentale, prodotto ottenuto combinando mercurio e leghe a base d’argento, è un dispositivo medico da sempre usato come materiale per i restauri dentali. La sua produzione e vendita è regolamentata in Europa dalla direttiva 93/42Ce. Ogni prodotto per essere immesso sul mercato deve ottenere, e riportare sulla confezione, la marcatura CE che ne comprova la sicurezza per l’utilizzatore finale: il paziente”, secondo quanto sottolineato dall’ANDI.

Il mercurio nelle otturazioni in amalgama si diffonde nel corpo

Non la pensa così la WHO (World Health Organization), che già dal 1991 ha documentato come le otturazioni in amalgama rappresentino la prima fonte di mercurio nell’organismo: un dato allarmante, considerandone la tossicità e la capacità di agire negativamente anche sul sistema immunitario.

Contrariamente a quanto si riteneva un tempo, il mercurio è in grado di fuoriuscire gradualmente dall’amalgama delle otturazioni: fenomeno favorito dalla normale masticazione, da particolari problemi occlusali, dal consumo di bevande calde, dal bruxismo e persino dallo spazzolamento stesso dei denti.

Si stima dopo vent’anni dall’applicazione dell’otturazione, circa l’80% del mercurio non sia più presente nell’amalgama, e di conseguenza sia stato assorbito dal nostro organismo, come confermano studi effettuati sulla saliva, sui vapori presenti nel cavo orale e le biopsie dei tessuti gengivali.

Dal cavo orale, il mercurio può diffondersi in modo soggettivo alle ghiandole, alla tiroide, ai reni, al cuore, al sistema nervoso, al midollo osseo, determinando disturbi di lieve o di importante entità, a seconda degli organi coinvolti e della capacità individuale di smaltire la sostanza (ad esempio, attraverso il sudore, l’urina…).

Cefalee, dermatiti, stanchezza cronica ma anche depressione o addirittura sclerosi a placche sono alcuni fenomeni ascrivibili alla tossicità del mercurio. Fortunatamente, molti di questi fenomeni si sono rivelati reversibili una volta eliminata l’esposizione al mercurio.

Visti i forti dubbi sulla reale sicurezza delle amalgame in mercurio la normativa di riferimento in Europa nei prossimi anni potrebbe cambiare e già da ora alcuni dentisti stanno preferendo l’utilizzo di otturazioni bianche in composito o in ceramica al posto delle amalgame in argento e mercurio.

I problemi per la nostra salute causati dall’esposizione al mercurio però possono essere davvero gravi e il Parlamento Europeo non manca di fare riferimento all’esposizione a livelli elevati di mercurio, che può causare danni al cervello, al cuore, ai reni, ai polmoni e al sistema immunitario di persone di tutte le età. Livelli elevati di metilmercurio nel flusso sanguigno di nascituri e bambini possono nuocere allo sviluppo del sistema nervoso.

Visti i problemi legati al mercurio, è nata una petizione per vietare questa sostanza in odontoiatria al più presto.

Leggi qui la normativa sul mercurio in odontoiatria proposta dal Parlamento Europeo.

Firma qui la petizione per vietare il mercurio in odontoiatria.

Marta Albè

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