Vaccini Emilia Romagna

Asili nido: in Emilia Romagna entra solo chi è vaccinato. Si tratta di una legge, la prima approvata in una Regione italiana, considerata, da quanti l’hanno sostenuta, una “misura a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli”.

Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, infatti, la norma introduce come requisito d’accesso a quei servizi, pubblici e privati, “l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente” e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B.

In buona sostanza, per poter frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna i bambini dovranno essere vaccinati. Il motivo? “I bimbi che frequentano delle comunità – si legge nella nota della Regione – hanno un maggior rischio di contrarre malattie infettive, rischio che aumenta notevolmente in presenza di basse coperture vaccinali, dal momento che virus e batteri circolano maggiormente. Dunque, è importante vaccinare per proteggere tutti i bambini (in forza della cosiddetta “immunità di gregge”, o herd immunity), a maggior ragione i più deboli (immunodepressi, con gravi patologie croniche, affetti da tumori): per loro l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati”.

I dati – Secondo i limiti indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità, la percentuale di vaccinati che garantisce la migliore protezione a tutta la popolazione deve essere superiore al 95%. In Emilia-Romagna questa copertura è stata del 93,4% nel 2015 e di 94,5% nel 2014. L’anno scorso solo i territori di tre Ausl sono risultati al di sopra del 95%, mentre erano al di sotto tutte le altre.

Dall’entrata in vigore delle nuove regole attuative, ci sarà tempo fino a maggio-giugno 2017 per “mettersi in regola”. Da allora, l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente costituirà requisito di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati e la vaccinazione potrà essere omessa e differitasolo in caso di pericoli concreti accertati per il bimbo”.

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Quanto a questa nuova legge, non ci sta il Codacons che parla di una “legge incostituzionale che se verrà messa in pratica porterà ad una raffica di denunce contro gli asili nido”. Il motivo sta nel fatto che la norma introduce come requisito la somministrazione dei vaccini obbligatori previsti dalla normativa vigente, e quindi quello antipolio, antidifterica, l'antitetanica e l'antiepatite B, ma in Italia non esiste il vaccino tetravalente, per cui chi vuole vaccinare i propri figli deve sottoporli all’esavalente, che contiene anche pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b.

La legge regionale, quindi, secondo il Codacons, non si può applicare, dal momento che gli asili che adotteranno la norma rischiano di essere denunciati per abuso di atti d’ufficio e violenza privata, “non potendo i genitori somministrare ai figli i soli 4 vaccini obbligatori previsti, costringendoli così a ricorrere all’esavalente”.

Si pone ancora una volta, così, una questione spinosa come quella dei vaccini. Molti saranno i genitori emiliani che si opporranno alla scelta della Giunta regionale e di certo non finirà qui. Intanto, quanto alle vaccinazioni in generale, quello che è bene ricordare è che bisogna sempre informarsi accuratamente battendo tutte le strade possibili, senza alcuna influenza esterna e senza opinioni estreme.

Germana Carillo

 

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