Osteoporosi

Si celebra oggi 20 ottobre, come ogni anno, la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, l’occasione buona per riflettere su una malattia che colpisce soprattutto le donne in menopausa - ma non esclude gli uomini -, sui modi per prevenirla e sulle possibili terapie.

Osteoporosi, cos'è

L’osteoporosi è una patologia molto diffusa nei Paesi occidentali. È una malattia metabolica caratterizzata dal progressivo deterioramento del tessuto osseo e dal conseguente aumento del rischio di fratture. I fattori di rischio possono essere genetici, ma anche lo scarso apporto di vitamina D e di calcio, l’uso cronico di alcuni farmaci come il cortisone,il sovrappeso e l’obesità, stili di vita sedentari, fumo e fattori endocrini (amenorrea primaria o secondaria o disfunzioni ormonali maschili).

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Spesso l’osteoporosi viene diagnosticata solo dopo che ci si è rotti un osso, negli anziani capita soprattutto con il femore. Per questo motivo, quest’anno, per la Giornata Mondiale contro l’Osteoporosi è stata organizzata la campagna Stop alle Fratture, che lancia un appello affinché si protegga il proprio benessere.

I sintomi dell'osteoporosi

I sintomi tipici, ma non esclusivi, dell'osteoporosi sono:

Mal di schiena
Osteopenia
Reumatismi
TrombocitosiCalcoli renali
Coxalgia
Cruralgia
Dolore al collo, al ginocchio, all'anca, alle mani fino ai polsi, alle ossa e muscolari
Dolore dorsale
Fratture ossee
Gambe dolenti
Ipercalcemia
Ipercifosi e iperlordosi

Come prevenire l’osteoporosi

A tutte le età bisognerebbe sempre:

1. seguire una dieta bilanciata ricca di calcio e vitamina D, soprattutto nei bambini e negli adolescenti

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Il fabbisogno giornaliero di calcio varia a seconda dell’età e di altre condizioni:

  • 1-5 anni - 800 mg al giorno
  • 6-10 anni - 800-1200 mg al giorno
  • 11-24 anni - 1200-1500 mg al giorno
  • 25-50 anni – 1000 mg al giorno
  • In gravidanza o allattamento - 1200-1500 mg al giorno
  • Donne in postmenopausa in trattamento estrogenico o uomini di 50-65 anni - 1000 mg al giorno e donne in postmenopausa senza trattamento estrogenico o uomini di età superiore ai 65 anni – 1500 mg al giorno

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2. fare attività fisica costante e regolare, anche se si è anziani

3. evitare fumo, alcol e droghe

4. sottoporsi ad esami periodici per definire la densità minerale ossea ed eventualmente sottoporsi alle terapie del caso. Chi già si è procurato una frattura, dovrà necessariamente eseguire gli accertamenti diagnostici, come la densitometria (MOC) e la radiografia della colonna vertebrale, per controllare l’evolversi della malattia e intervenire tempestivamente in caso di peggioramento.

E le terapie post-frattura? Non benissimo qui in Italia. Secondo i dati della Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell'Osso Raffaella Becagli (FIRMO), “neppure il 20% dei pazienti con una frattura di femore riceve la terapia contro l’osteoporosi, che può ridurre moltissimo la probabilità di ulteriori eventi”. Eppure, scienza afferma che chi ha già avuto una frattura da fragilità ossea ha una probabilità cinque volte più alta di averne una seconda.

Non parliamo poi di chi ha una frattura vertebrale da fragilità - spiega Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione. L’80% non viene neppure diagnosticata, viene scambiata per un semplice mal di schiena. Così non stupisce scoprire che nel nostro Paese la spesa diretta per le fratture supera i due miliardi di euro, ma la maggioranza dei costi è sostenuta per i ricoveri e non certo per i farmaci anti-osteoporosi, che rendono conto di appena il 2% di questa cifra. A cui si aggiungono ben 12 miliardi di costi indiretti sopportati dai pazienti e dalle famiglie”. E c’è di più: per il 2025 si stimano più di 19 miliardi di costi diretti e indiretti connessi alle fratture, se non si invertirà la rotta dando le terapie giuste a chi ne ha bisogno.

Soluzioni? Dal punto di vista strutturale, gli esperti invocano un aumento delle Unità di frattura negli ospedali, che sembrano essere utili ed efficienti, nella vita non dimenticare mai l’importanza della prevenzione primaria con uno stile di vita adeguato e dieta sana con un buon apporto di calcio e vitamina D.

Germana Carillo

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