plastica bisfenolo

La plastica Bpa Free è davvero sicura? Il bisfenolo A o Bpa è una sostanza di sintesi utilizzata nella produzione della plastica che può essere presente in diversi prodotti utilizzati come contenitori per alimenti e bevande.

Il Bpa è inoltre un interferente endocrino, cioè una sostanza in grado, potenzialmente, di interferire con il corretto funzionamento del nostro sistema ormonale. Da quando dalla ricerca scientifica sono emersi questi rischi il mondo della plastica ha iniziato a trasformarsi e alcune aziende hanno cominciato a dichiarare come Bpa Free i propri prodotti di plastica e a riportarlo sulle confezioni per avvertire i consumatori.

Resta però ancora da comprendere se le plastiche prive di bisfenolo A siano davvero sicure perché il problema è la reale innocuità delle sostanze con cui il Bpa viene sostituito. Qualche tempo fa, ad esempio, vi avevamo parlato del bisfenolo S e dei dubbi emersi sulla sua sicurezza come sostituto del bisfenolo A.

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Uno studio condotto nel 2015 ci ha messi in guardia dai sostenuti del bisfenolo A che oltre al bisfenolo S comprendono il bisfenolo F. Gli esperti francesi, in particolare, sono in dubbio sui sostituti del bisfenolo A perché:

"Mentre la loro struttura chimica è molto simile a quella del bisfenolo A, il loro danno potenziale per gli esseri umani o gli animali non è mai stato testato e queste sostanze non sono soggette a regolamentazione”.

I ricercatori francesi temono soprattutto che bisfenolo S e bisfenolo F possano avere effetti negativi sulla nostra salute, con particolare riferimento ai rischi per la fertilità maschile.

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Uno studio condotto dall’UCLA e pubblicato sulla rivista scientifica Endocrinology mostra preoccupazione per gli effetti negativi dei sostituti del bisfenolo A sugli organismi marini. Il Boa è un noto interferente endocrino che nel corso degli anni la ricerca scientifica ha correlato a problemi cerebrali e nello sviluppo del bambini, pubertà anticipata, aumento del rischio di cancro al seno e alla prostata.

Il sostituto più comune del bisfenolo A secondo gli esperti è il bisfenolo S, una sostanza che lascia ancora molti dubbi per quanto riguarda la sua sicurezza. Secondo i ricercatori il bisfenolo A e il bisfenolo S potrebbero avere effetti negativi sul sistema endocrino e influenzare il funzionamento della tiroide.

Uno studio condotto nel 2013 dai ricercatori del Texas ha evidenziato che l’esposizione al bisfenolo S può interferire con il normale funzionamento di una cellula e causarne la morte.

plastica bisfenolo a

La mancanza di trasparenza sulla tipologia e sulla sicurezza dei sostituti del bisfenolo A sta rendendo davvero difficile la ricerca di prodotti sicuri. Da anni ormai l’Unione Europea ha messo al bando i biberon al bisfenolo A, ma sarà vero che i prodotti ora in commercio non contengono sostanza nocive? Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’FDA nel 2012 ha messo al bando l’uso del Bpa in biberon, bicchieri per bambini e confezioni dei prodotti alimentari per l’infanzia. Ma non è dato sapere se le alternative al Bpa prescelte dalle aziende siano davvero sicure.

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Il Bpa può essere presente in bottiglie di plastica, lattine, contenitori per alimenti, stoviglie e piatti di plastica, lenti a contatto, occhiali e non solo. Secondo il Breast Cancer Fund il Bps, come sostituto del Bpa, si può trovare in cosmetici e prodotti per l’igiene ma anche nella carta stampata ad alta temperatura, tra biglietti, volantini, scontrini e ricevute.

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La diffusione del bisfenolo S in sostituzione del bisfenolo A è evidente per quanto riguarda gli Stati Uniti perché questa sostanza sarebbe presente nell’urina di quasi l’81% dei cittadini.

Uno studio condotto nel 2011 ha evidenziato che quasi tutti i 455 prodotti di plastica disponibili in commercio e sottoposti ad appositi test rilasciavano estrogeni di sintesi. Un’ulteriore studio condotto dall’Università di Cincinnati ha sottolineato che il Bpa e il Bps possono causare aritmia cardiaca e sono in grado di bloccare uno dei recettori degli estrogeni su modello animale. Bisognerebbe conoscere a questo punto i reali effetti di queste sostanze sulla salute dell’uomo.

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Nell’attesa di ulteriori ricerche cerchiamo di evitare il più possibile la plastica quando non è indispensabile. Ad esempio ci si può abituare a non utilizzare piatti, bicchieri e posate di plastica e a sostituire i contenitori di plastica per gli alimenti o gli stessi biberon con le alternative in vetro.

Marta Albè 

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