Condom contro Aids

Aids e terapie. Sì è conclusa il 22 luglio con un grande appello alla solidarietà la 21°Conferenza Mondiale sull’AIDS di Durban, in Sudafrica, con un focus dedicato alla prevenzione.

Era il 2000 quando, al grido di “breaking the silence”, “rompiamo il silenzio”, ci si riunì proprio a Durban (il Sudafrica rimane da sempre l’epicentro dell’epidemia con 6,8 milioni, oggi, di malati accertati) per un appuntamento che contribuì a cambiare l’approccio alla salute pubblica globale e decidere di rendere disponibili a tutti i farmaci antiretrovirali, creando, a questo scopo, il Fondo globale per la lotta all’Hiv, la tubercolosi e la malaria.

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Ma sedici anni dopo, anche se la mortalità per il virus è in calo, la battaglia contro il virus ancora non è vinta e, anzi, il mondo dell’informazione dedica sempre meno spazio a questa grave malattia. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sono più di 36 milioni i malati nel mondo e solo 17 milioni hanno accesso ai trattamenti con farmaci antiretrovirali. Grazie alle cure il numero delle morti è sceso dai 2 milioni del 2004 al 1 e 200mila del 2014, riducendo, secondo quanto afferma Unaids, del 58% il rischio di nuove infezioni ed evitando la morte di 4,2 milioni di persone.

Inoltre, ogni anno si registrano 2,1 milioni di nuovi casi, due terzi dei quali in Africa sub-sahariana. Un dato positivo, infine, riguarda le nuove nascite: si è riusciti infatti a ridurre del 70% le infezioni di bambini e soprattutto neonati, interrompendo la diffusione madre-figlio dell’Hiv.

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L’Aids e il costo dei farmaci

Ma quanto costa curare l’Hiv? Fin troppo e Medici senza frontiere lascia la sua denuncia: i prezzi dei nuovi farmaci per il trattamento dell’Hiv sono inavvicinabili per moltissimi malati, addirittura 18 volte più costosi di quelli tradizionali.

Così Msf ha presentato alla Conferenza Internazionale sull’AIDS la diciottesima edizione del proprio rapporto sui prezzi dei farmaci per l’HIV, “Districarsi tra i prezzi degli antiretrovirali”, in cui mostra che i prezzi dei vecchi farmaci per l’HIV stanno continuando a diminuire, mentre i prezzi dei farmaci più recenti restano del tutto fuori dalla portata dei più. E questo disequilibrio è dovuto soprattutto ai monopoli delle corporazioni farmaceutiche, che impediscono la competizione dei farmaci generici e la conseguente diminuzione dei prezzi che potrebbe derivarne.

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Ad oggi, il prezzo più basso disponibile per una combinazione di tre farmaci di prima linea contenuti in un'unica compressa, di qualità garantita e raccomandata dall’OMS, è pari a 100 dollari all’anno, ovvero il 26% in meno rispetto al prezzo più basso documentato da MSF nel 2014, che era di 136 dollari. Per uno dei regimi di seconda linea raccomandato dall’OMS, il prezzo più basso disponibile è ora di 286 dollari a persona ogni anno (zidovudine/lamivudine + atazanavir/ritonavir), ovvero l’11% in meno rispetto ai 322 dollari di due anni fa.

prezzi antiretrovirali

Dobbiamo essere in grado di pagare le nuove combinazioni di farmaci per l’Hiv di cui le persone avranno bisogno nel lungo termine, altrimenti non avranno alternative”, ha detto la dottoressa Vivian Cox, referente medico del progetto di Msf a Eshowe in Sud Africa. “Dobbiamo far sentire la nostra voce adesso per scongiurare un’altra crisi nei trattamenti come quella avvenuta più di dieci anni fa, quando i farmaci salvavita avevano prezzi del tutto fuori portata per milioni di persone che ne avevano assoluto bisogno”.

Il vaccino contro l'Hiv

Per raggiungere l’obiettivo che si è posta l’Oms di un mondo libero dall’Aids entro il 2030, si spera nella realizzazione di un vaccino, che a novembre inizierà ad essere sperimentato su 5400 persone per tre anni proprio in Sudafrica. L’ultimo test attendibile risale al 2009 in Thailandia, dove si era raggiunta un’efficacia di protezione del 60% dopo il primo anno, ma ridotta al 31% dopo tre anni. E intanto, la ricerca procede anche verso il primo trapianto di midollo spinale realizzato con successo a Berlino su un paziente malato di Hiv e curato.

collage aids

Infine, il segretario generale dell’Onu Ban-ki-Moon presente alla Conferenza di Durban ha lanciato la nuova campagna 90-90-90 da raggiungere entro il 2020. Ovvero bisogna ottenere tre obiettivi: rendere il 90% delle persone con Hiv coscienti del loro status, permettere al 90% dei malati l’accesso ai farmaci antiretrovirali, e ridurre al 90% dei pazienti la carica virale.

Ma ancora tanto resta da fare per porre fine a quella malattia che già 16 anni fa Nelson Mandela aveva definito come la più grande minaccia che il genere umano avrebbe mai dovuto affrontare. Troppe ancora sono le battute d’arresto e ancora insufficiente è l’attenzione che i mezzi di informazione vi pongono, in un mondo costellato dagli interessi dei più potenti e, in questo caso, delle lobby indisturbate delle case farmaceutiche.

Germana Carillo

Photo Credit

 

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