ipertensione arteriosa 00

Sono 16 milioni gli italiani affetti da ipertensione arteriosa, una condizione che si caratterizza per l’elevata pressione del sangue nelle arterie e che può causare complicanze cardiovascolari gravi, come infarto e ictus: lo ricorda la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), in occasione della XII Giornata Mondiale contro l’Ipertensione, che ricorre proprio oggi.

Ogni anno, nel mondo, l’ipertensione arteriosa causa 7,5 milioni di decessi: un killer silenzioso e, troppo spesso, sottovalutato.

“L'ipertensione arteriosa è la principale causa di malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus cerebrale, scompenso cardiaco), che in Italia provocano 240 mila morti ogni anno, pari al 40% di tutte le cause di morte.” - spiega in proposito il professor Gianfranco Parati, presidente dalla SIIA“Inoltre, essa predispone anche allo sviluppo di malattie renali, di demenza e di nuovi casi di diabete. Tutti i dati epidemiologici più recenti hanno documentato una elevata prevalenza della ipertensione arteriosa in tutto il mondo. In Italia ne soffre il 30% della popolazione, ovvero 15-16 milioni di persone ma nonostante la disponibilità di terapie efficaci per la grande maggioranza dei casi, solo un paziente iperteso su 4 è adeguatamente curato."

La pressione sanguigna normale a riposo è compresa tra i 100 e i 140 mmHG di sistolica e tra i 60 e i 90 mmHg di diastolica. L’ipertensione arteriosa si ha quando la pressione è frequentemente pari o superiore ai 140/90 mmHg: non si tratta di una malattia, ma di una condizione che costituisce un fattore di rischio per patologie a carico dell’apparato cardiovascolare.

In Italia, l’ipertensione arteriosa colpisce il 33% degli uomini e il 31% delle donne, in particolare dopo la menopausa: per questo, nella giornata di oggi, nelle piazze di numerose città italiane oltre che in diversi ambulatori e centri specializzati, chiunque potrà farsi misurare la pressione in modo gratuito, senza la necessità di presentare l’impegnativa del medico curante, ottenendo anche una valutazione del proprio profilo di rischio e delle indicazioni utili per un corretto stile di vita.

L’iniziativa, organizzata dalla SIIA in collaborazione con la Croce Rossa, è volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, invitandola anche a non sottovalutare il ruolo che un corretto stile di vita, basato ad esempio su un'attività fisica regolare e su un alimentazione sana, può avere nel tenere sotto controllo la pressione e nel ridurre i rischi.

“È allarmante la percentuale di pazienti ipertesi che non raggiunge un adeguato controllo pressorio.” – ha commentato il professor Massimo Volpe, ordinario di Cardiologia presso l'Università "La Sapienza" di Roma, nel corso di un evento dedicato al Cardiocooking, la cucina che fa bene alla pressione e al cuore – “Gli interventi nutrizionali sono ormai ampiamente riconosciuti come strategie importanti per la prevenzione primaria dell'ipertensione e come coadiuvanti delle terapie farmacologiche per ridurre il rischio cardiovascolare. [...] noi italiani siamo i primi promotori e consumatori della dieta mediterranea, che diversi studi hanno dimostrato essere il modello alimentare più adatto a fornire protezione contro la malattia coronarica e il rischio cardiovascolare.”

L’ipertensione arteriosa si combatte quindi anche a tavola, preferendo alimenti freschi e sani, e in particolare frutta e verdura ricche di potassio e nitrati (come mirtilli, pomodoro, spinaci e barbabietola rossa), diminuendo il consumo di grassi e di sale e cercando di mantenere il proprio peso forma.

Lisa Vagnozzi

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