omeopatia

Torniamo a parlare di Omeopatia per cercare di capire chi, nel nostro paese, utilizza più spesso questi rimedi che intendono “curare il simile con il simile”. Secondo quanto svela il rapporto “Omeopatia, l’immagine odierna” si tratta soprattutto di donne tra i 34 e i 54 anni.

Le “amanti” dell’omeopatia sono ben istruite, residenti soprattutto al Nord e non hanno problemi economici. Chi sceglie questa medicina si è avvicinato ai suoi rimedi durante la fanciullezza (mediamente dai 6 anni circa) grazie ai consigli di farmacisti (22,6%), amici o parenti (21,7%), del medico generico (15,3%) o dello specialista (14,1%).

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Il dossier, redatto in occasione della giornata dell’Omeopatia e voluto da Omeoimprese, associazione che riunisce insieme diverse aziende di settore, è utile a fotografare il punto della situazione sull’utilizzo dei rimedi omeopatici. I dati ottenuti si basano su 2 mila interviste effettuate su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne.

È emerso così che nel 2015 circa 1 italiano su 5 ha utilizzato questa medicina alternativa, il più delle volte in caso di raffreddori e dolori articolari, muscolari o altri fastidi minori come stress, cistite, gastrite. 3 persone su 10, poi, l’hanno scelta per piccoli problemi di salute dei propri bambini, apprezzando soprattutto il fatto di non avere effetti collaterali.

Secondo il rapporto di Omeoimprese, c’è stato un leggerissimo aumento nell’utilizzo di questa medicina in Italia passando dal 16,2% di persone che l’hanno utilizzata almeno una volta nel 2012 al 16,5% del 2015. I dati Istat però non concordano e sentenziano che invece l’omeopatia sta subendo un brusco calo: secondo l’istituto italiano di statistica, infatti, dal 2005 al 2013 le persone che si sono servite dell’omeopatia sono passate dal 7% al 4,1% della popolazione.

C’è da considerate però che, ad eccezione della regione Toscana, la medicina omeopatica non è a carico del sistema sanitario nazionale e dunque i pazienti devono sobbarcarsi interamente il costo dei medicinali. In tempo di crisi, questo è un fattore da non sottovalutare, ed ecco anche perché le persone che la utilizzano più frequentemente sono quelle con maggiori possibilità economiche.

Come ha sottolineato il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga:

“In altri Paesi europei come la Francia, per esempio, l’omeopatia è sostenuta e finanziata dal servizio sanitario nazionale”.

Nonostante tutto ciò, i fatturati delle case farmaceutiche omeopatiche sono saliti, si parla di un +3% nel 2015, con punte del 18%, secondo i dati Omeoimpresa.

Francesca Biagioli

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