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Il sesso orale è tra le cause prin dei tumori alla gola. In Italia le infezioni da Papilloma virus (Hpv) sono in aumento e rappresentano la causa del 32-36% dei tumori all’orofaringe. Gli esperti sono preoccupati perché si tratta di un dato in costante aumento. 

Medici e ricercatori il prossimo 1° aprile si riuniranno all’ospedale Molinette di Torino in occasione della Seconda Giornata Aooi dedicata alla diagnosi precoce e alla prevenzione dei tumori del cavo orale. Si parlerà di prevenzione con una particolare attenzione ad informare i cittadini su una problematica grave come il cancro alla gola.

Secondo l’Aooi (Associazione otorinolaringologi ospedalieri italiani) sono numerosi i fattori che possono provocare l'insorgenza di tumori del cavo orale, ma prevenirli è possibile soprattutto grazie ad un corretto stile di vita.

L'incidenza dei tumori alla gola e al cavo orale in Italia è abbastanza alta: dai 4 ai 12 nuovi casi per anno ogni 100 mila abitanti, in base ai fattori di rischio prevalenti nelle varie aree geografiche, secondo gli ultimi dati messi a disposizione dall’Aooi.

Il fumo, l'abuso di alcolici, la scarsa igiene orale, l'infezione da Papillomavirus legata ai rapporti sessuali orali, il Lichen ruber planus, i microtraumi cronici della mucosa della bocca dovuti alle protesi dentarie, l'eccessiva esposizione al sole e una dieta povera di frutta e verdura sono i fattori di rischio che possono provocare l'insorgenza di questo tipo di tumori a parere degli esperti.

Un corretto stile di vita è importante per prevenire i tumori alla gola. Soprattutto se si è soggetti ad uno o più fattori di rischio, le visite otorino-laringoiatriche periodiche sono molto raccomandate ai fini della prevenzione.

Gli esperti consigliano di smettere di fumare, di evitare gli alcolici, di curare l’igiene orale, di seguire una dieta ricca di frutta e verdura e di utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali orali.

Infine, non bisogna dimenticare che la diagnosi precoce evita trattamenti con conseguenze invalidanti, riduce i costi di terapie e riabilitazione, aumenta fino all’80% la sopravvivenza libera da malattia e, in definitiva, migliora la qualità della vita.

Marta Albè

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