connessioni cerebrali

È l’intelligenza che porta al successo. Proprio così: se siete dotati del ben dell’intelletto e un minimo di barlume, ma anche e soprattutto di tratti caratteriali e atteggiamenti positivi, avete un cervello diverso da chi non ne ha e, di conseguenza, qualche chance in più nella vita.

Secondo un nuovo studio, finanziato dal National Institute of Health americano e guidato dalle Università di Washington, Minnesota e Oxford, esiste in pratica una forte corrispondenza tra i tratti positivi e un particolare insieme di connessioni cerebrali, considerate a loro volta diverse da altre che risultano invece correlate a condotte negative.

Da cosa dipende, allora, avere tratti caratteriali e atteggiamenti considerati positivi, come ad esempio avere un vocabolario sviluppato, buona memoria, reddito medio-alto e un’ lavoro fisso? La nuova ricerca dimostra che il cervello degli individui intelligenti "si comporterebbe" diversamente rispetto a quello di chi mostra abilità sociali e intellettuali minori.

La ricerca rientra nel progetto “Connettoma umano” (Human Connectome Project), un maxi studio di imaging cerebrale da 30 milioni di dollari che ha creato un super database che raccoglie le risonanze magnetiche funzionali di 1.200 soggetti sani con dati di approfondimento acquisiti da test e questionari. Sono stati presi in considerazione i report sulle connessioni cerebrali di 461 soggetti, confrontandoli con 280 diverse misure comportamentali e demografiche registrate per gli stessi partecipanti

Quello che ha fatto il team di scienziati è stato creare una mappa media dei processi del cervello, che prende in considerazione 200 regioni funzionalmente distinte le une dalle altre. Poi hanno indagato su quanto tutte quelle regioni hanno comunicato tra di loro. Il risultato è un connettoma per ogni soggetto, ossia una mappa delle connessioni cerebrali più forti. Abbinandola alle più di 200 misure comportamentali e demografiche personali, è risultato che a un estremo della scala dei connettomi si posizionavano i soggetti con punteggi alti su tratti ritenuti generalmente positivi, mentre all’altra estremità si concentravano soggetti con punteggi più alti per i tratti negativi, come rabbia, trasgressività, uso di sostanze e una scarsa qualità del sonno.

In generale, è emerso che le persone che presentavano atteggiamenti e stili di vita positivi avevano, nel cervello, collegamenti diversi da quelli che invece conducevano uno stile di vita più negativo.

È come se avessimo guardato dentro centinaia di circuiti cerebrali diversi”, ha spiegato il professore Shephen Smith, autore dello studio. Ma se il successo di una persona deriva dal fatto che il suo cervello "si comporta" in un determinato modo, è possibile agire sulle sue connessioni? Che sia possibile migliorare le performance cognitive con l’allenamento è ormai cosa nota, ma non si sa ancora se questo vale anche per i segnali scambiati.

In ogni caso, allora, continuiamo a tenerla in attività, questa testolina, e facciamo in modo che da essa esca sempre qualcosa di buono e propositivo!

Germana Carillo

Photo Credit

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