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Gli estratti di Ruta graveolens, un arbusto tipico del clima mediterraneo, potrebbero avere effetti benefici nel rallentare e bloccare la progressione del tumore al cervello.

Lo evidenzia uno studio dell'Università di Napoli che ha deciso di approfondire l'efficacia antitumorale degli estratti di questa pianta. La Ruta graveolens potrebbe riuscire a fermare il progresso del glioblastoma multiforme, un grave tumore al cervello.

I dati parlano chiaro. Secondo gli esperti dell'Università di Napoli soltanto il 5% dei pazienti colpiti da glioblastoma multiforme sopravvive nonostante la terapia chirurgica, la radioterapia e la chemioterapia.

Ora la scienza si sta dunque rivolgendo ad altri rimedi e ha al momento scoperto che gli estratti di Ruta graveolens risultano efficaci in vitro. Saranno necessari ulteriori ricerche per comprendere quali effetti potrebbero avere direttamente sui pazienti.

La Ruta graveolens è meglio conosciuta come ruta comune. È diffusa in Italia e cresce spontanea al di sotto dei 1000 metri di altitudine. Negli usi tradizionali viene utilizzata in piccole quantità per aromatizzare pietanze culinarie e per preparare la grappa. A grandi dosi gli estratti di ruta sono perà tossici per il fegato e possono daneggiare i reni.

Lo studio in questione è stato pubblicato su Plos One. La ricerca è stata coordinata da Luca Colucci d'Amato ed è stata finanziata dal Network per la salvaguardia e la gestione delle risorse genetiche agroalimentari Agrigenet e dal Progetto sicurezza, sostenibilità e competitività nelle produzioni Agroalimentari della Campania.

Gli esperti dovranno comprendere se sarà possibile somministrare in qualche modo ai pazienti gli estratti di Ruta graveolens, se risulteranno efficaci e in quali dosi. Infatti la Ruta graviolens se assunta in eccesso è tossica per il fegato, può causare vomito, dolori gastrici e anche la morte. In vitro l'estratto di Ruta graveolens sarebbe in grado di distinguere tra cellule sane e malate, distruggendo solo le cellule tumorali.

I ricercatori che si sono occupati dello studio sottolineano comunque che le sostanze naturali rappresentano una fonte importante di nuove molecole con attività terapeutica nel caso di molte malattie, compreso il cancro.

Marta Albè

Fonte foto: wikimedia.org

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