cuffiachemio

Tumori: chemioterapia è, purtroppo, sinonimo di perdita di capelli. E se tanto si fa per risollevare gli animi dei pazienti oncologici, spesso sta soltanto alla propria forza di volontà andare avanti. Ma, a volte, qualche nuova soluzione tecnologica, come una "semplice" cuffia, potrebbe metterci lo zampino e assicurare a chi deve sottoporsi a una terapia chemioterapica che almeno la propria chioma non venga persa.

Dalla logica secondo cui, nel caso di una chemioterapia, la perdita dei capelli si verifica a causa dell'atrofia della radice del bulbo pilifero preso di mira dal farmaco, nasce proprio la cuffia refrigerata Paxman, che in pratica porta la temperatura del cuoio capelluto a meno quattro gradi, producendo una sensibile riduzione del flusso di sangue ai follicoli piliferi e preservandoli dalla distruzione.

Una rivoluzione sulla testa di un malato di tumore, insomma. Ed un grosso sollievo. La perdita dei capelli, infatti, non è per nulla un elemento trascurabile per chi è affetto da un tumore. "In un momento di insicurezza e fragilità generale, legato alla non facile convivenza con una malattia invasivasi legge sul sito della Ausl di Modena - l'individuo percepisce ogni trasformazione, in questo caso la perdita, seppur temporanea, dei capelli come un trauma. Ridurre al minimo questo particolare disagio significa dunque migliorare la fiducia in se stessi dei pazienti, e stimolare atteggiamenti positivi verso la terapia".

La cuffia refrigerata è un vero strumento innovativo sperimentato su 88 donne sottoposte a chemio (principalmente a causa di tumore alla mammella e per un'età media di 53 anni) all'Ospedale Ramazzini di Carpi (Modena), il primo centro a livello nazionale per numero di pazienti reclutati. La percentuale di successo oscilla tra il 55 e il 62%.

Come funziona - Il sistema Paxman, ideato in Gran Bretagna, consiste nel raffreddamento controllato del cuoio capelluto proprio con l'uso di una cuffia. Il principio con il quale la refrigerazione riduce gli effetti della perdita dei capelli era noto, ma il problema era il mantenimento delle basse temperature, risolto da questo nuovo tipo di dispositivo, che riesce a trattare 2 pazienti per volta, per un totale di 4 al giorno, mantenendo una temperatura fissa di -4°C. In questo modo, si riesce ad evitare nel 50-70% dei casi la perdita dei capelli dovuta all'uso di alcuni farmaci chemioterapici.

In questi giorni la cuffia è a disposizione di chi vorrà farne uso, oltre che a Carpi, anche ad Avellino, grazie al contributo dell'Associazione Malati Oncologici (Amo).

Germana Carillo

Foto: Ausl Modena

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