psoriasi giornata mondiale

La psoriasi è una malattia ben conosciuta in tutto il mondo, sono circa 130 milioni le persone che ne soffrono (3 milioni nel nostro paese). Ecco perché è nato, ormai 10 anni fa, il World Psoriasis Day, la giornata mondiale che vuole informare e sensibilizzare sulle caratteristiche e soprattutto sull’impatto che questa patologia può avere sulla vita delle persone colpite.

Partiamo con il dire che la psoriasi, nella maggioranza dei casi, non compare in forma grave e generalmente ha un andamento che vede periodi di comparsa più frequente e fastidiosa e periodi di remissione. È importante però sapere che al momento non esistono terapie in grado di far scomparire del tutto il problema. Si tratta di una malattia infiammatoria di origine autoimmune, ed è dunque il corpo stesso a scatenare reazioni "immotivate" contro se stesso.

Grazie al lavoro delle diverse associazioni di malati di psoriasi, tra cui l’italiana ADIPSO, finalmente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato una risoluzione che riconosce la psoriasi come malattia non trasmissibile grave ma dal pesante impatto psicologico e sociale, che necessita dunque di sensibilizzazione pubblica.

In occasione della giornata del 29 ottobre, cerchiamo di capire meglio le caratteristiche di questa malattia, quali possono essere le conseguenze sulla vita di chi ne è affetto (anche e soprattutto a livello psicologico) e quali sono i migliori rimedi sintomatici per gestirla.

CARATTERISTICHE E SINTOMI

Come abbiamo già detto la psoriasi è una malattia infiammatoria a carattere autoimmune di cui a tutt’oggi rimangono poco chiare le cause, anche se fattori genetici e ambientali vengono attualmente presi molto in considerazione. Proprio perché autoimmune, la psoriasi non è contagiosa e dunque il contatto, anche con le vere e proprie parti lese della pelle, non è in alcun modo pericoloso.

Ci sono periodi in cui la pelle risente di più della malattia e periodi, che possono essere anche lunghi, in cui sembra che il problema sia definitivamente svanito salvo poi purtroppo ricomparire. L’evoluzione è molto variabile da soggetto a soggetto.

I sintomi sono di tipo dermatologico: pelle secca che si squama e macchie dalla base rossa e superficie bianca che compaiono soprattutto sulle estremità: mani e piedi, gomiti, ginocchia e cuoio capelluto. A volte sono pruriginose o possono dare sensazione di bruciore.

IMPATTO PSICOLOGICO

Ovviamente avere la pelle non sana può dare dei fastidi a livello fisico ma il vero problema con cui il più delle volte i malati di psoriasi si devono confrontare è l’impatto psicologico di questa malattia. Le lesioni sulla pelle, soprattutto quando ben visibili, possono creare molti disagi nella vita sociale di chi le ha. Ne può risentire sia la vita lavorativa che, ancora di più, la sfera privata.

Nei casi più gravi a livello psicologico (che non sempre coincidono con lesioni e problematiche più acute sulla pelle) c’è la tendenza dei soggetti ad isolarsi e addirittura gli esperti sostengono che chi ha la psoriasi può arrivare a sentirsi un malato cronico al pari di chi è affetto da patologie ben più gravi come tumori, diabete, problemi cardiovascolari, ecc.

POSSIBILI TERAPIE

Di terapie per la psoriasi ce ne sono diverse, anche se non risolvono a monte il problema tentano comunque di tenerlo a bada e farlo regredire almeno per un po’ di tempo. Esistono creme e gel da utilizzare per uso topico esclusivamente sulle zone colpite oppure veri e propri farmaci utili a regolare l’infiammazione presente nell’organismo. Molto utilizzata è anche la fototerapia e le cure termali. Di tutte queste terapie bisogna però discutere con il proprio dermatologo di fiducia che saprà calibrarle a seconda delle esigenze.

Esistono anche dei rimedi naturali da provare, noi ve ne abbiamo già parlato nei seguenti articoli:

Psoriasi: 10 rimedi naturali

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Bagno d’avena: rimedio naturale per pruriti, orticaria e psoriasi

Francesca Biagioli

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