osteoporosi

Il 20 ottobre ogni anno è la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, una buona occasione per riflettere su questa malattia (che colpisce soprattutto donne in particolare nel periodo della menopausa), sulle migliori strategie per prevenirla ma anche sulle possibili terapie per contrastare i fastidi molto seri che provoca.

In occasione di questa giornata, la Siommms (Società Italiana dell'Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) ha reso noti gli ultimi dati in merito alla diffusione della patologia. Sembra che in Italia ben 4,5 milioni di persone ne siano affette e che su 100 donne in menopausa oltre 30 devono fare i conti con l’osteoporosi.

La prevenzione anche in questo caso è fondamentale, ecco allora che diverse strutture specializzate ospitano oggi incontri e banchetti informativi, ma offrono anche screening gratuiti a donne oltre i 50 anni per valutare il grado di rischio. Le conferenze informative saranno in particolare dedicate ai temi più importanti che ruotano intorno al problema dell’osteoporosi: l’importanza della vitamina D, il calcio e l’alimentazione, l’attività fisica, il rischio di cadere e come contrastarlo.

Da una pubblicazione della Siommms che si può leggere integralmente QUI, possiamo estrapolare alcuni buoni consigli per prevenire l’osteoporosi da mettere in pratica fin da subito, anche se siete ancora giovani.

1) GIUSTO APPORTO DI CALCIO

L’introito medio giornaliero di calcio in Italia sembra sia insufficiente, soprattutto in età avanzata. Una carenza di questo minerale contribuisce ad aumentare il rischio di osteoporosi ed è quindi importante conoscere ma soprattutto soddisfare il fabbisogno giornaliero di calcio, che varia a seconda dell’età e di altre condizioni:

1-5 anni - 800 mg/die
6-10 anni - 800-1200 mg/die
11-24 anni - 1200-1500 mg/die
25-50 anni – 1000 mg/die
In gravidanza o allattamento - 1200-1500 mg/die
Donne in postmenopausa in trattamento estrogenico o uomini di 50-65 anni - 1000 mg/die
Donne in postmenopausa senza trattamento estrogenico o uomini di età superiore ai 65 anni – 1500 mg/die

Sempre meglio arginare eventuali carenze di questo minerale con una dieta equilibrata, ma in alcuni casi può essere utile somministrare integratori di calcio e vitamina D. Questo però va fatto sotto stretto controllo medico dato che alte dosi di calcio possono avere anche effetti indesiderati.

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2) FARE IL PIENO DI VITAMINA D

Specie tra gli anziani spesso si riscontra una carenza di vitamina D, fondamentale per fissare il calcio nelle ossa. Il metodo più semplice ed economico di procurarsi della vitamina D è semplicemente quello di esporsi al sole (almeno viso e braccia) per circa 20 minuti ogni giorno, o per periodi più lunghi nel corso della bella stagione in modo da fare il pieno di questa vitamina. Esiste anche qualche alimento che contiene vitamina D (ad esempio pesce e uova), ma in alcuni casi potrebbe essere necessario, soprattutto in persone di una certa età, supplire alla scarsità di vitamina D con degli integratori specifici. Esiste però anche la possibilità che, a causa di sindromi da malassorbimento intestinale o per colpa della somministrazione di alcuni farmaci, questa possa non essere assimilata neppure così e sono necessarie dosi molto alte affinchè, almeno in parte, venga assorbita e utilizzata dal corpo. Più che mai in queste situazioni bisogna affidarsi al controllo medico.

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3) ATTIVITA’ FISICA

Bisogna essere costanti e regolari nel praticare attività fisica, sembra infatti che anche brevi periodi di stasi siano particolarmente deleteri per la massa ossea. Per attività fisica si può intendere anche semplicemente una leggera passeggiata di 30 minuti ogni giorno. È importante incoraggiare anche gli anziani a prendere questa buona abitudine perché in questo modo si ridurrebbe il rischio di cadute e quindi di eventuali fratture.

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Un ultimo consiglio utile è certamente quello di condurre uno stile di vita il più possibile sano e quindi niente fumo, poco alcool e attenzione in generale all’alimentazione per evitare di incorrere in sovrappeso o obesità.

Francesca Biagioli

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