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Un italiano su quattro soffre di ernia del disco, un'anomalia della colonna vertebrale che colpisce soprattutto nella fascia di età tra i 35 e i 45 anni con un conseguente dolore lombare. Secondo gli esperti, per evitare che la situazione degeneri, bisogna seguire stili di vita regolari e intervenire precocemente e in modo adeguato.

Tra le cause vanno ricercati innanzitutto i fattori ereditari, ma anche la postura, il fumo, il peso corporeo, l'altezza e il tipo di lavoro ci mettono il loro.

Ma che cos'è l'ernia del disco? I dischi intervertebrali e le articolazioni permettono i movimenti della colonna intervertebrale riducendo nel contempo i potenziali rischi per le strutture vertebrali associate ai movimenti. Quando la parte gelatinosa di queste strutture viene fuori dalla parte posteriore o laterale dell'anello fibroso, si forma l'ernia e causa diversi sintomi.

Le ernie si manifestano soprattutto tra i 35 ed i 45 anni perché a quell'età il nucleo centrale è ancora ben idratato e gelatinoso. Quando invece con l'età il nucleo polposo si disidrata progressivamente, il rischio di formazione di ernie si riduce.

La prevalenza nel corso della vita di ernia del disco lombare è stata stimata pari all'1-3% nei paesi occidentali. Secondo un'indagine effettuata in Italia, l'8,2% della popolazione è affetto da "lombo sciatalgia" (7,3% maschi e 9,3% femmine) e circa il 94% delle ernie del disco sono all'altezza di L4-L5 (segmenti lombari 4 e 5) o L5-S1 (segmento lombare 5 e segmento sacrale 1).

SI ALLO SPORT – Manco a dirlo, l'esercizio fisico regolare è come sempre un toccasana e, in questo caso, uno dei rimedi più validi per rallentare la degenerazione dei dischi e rafforzare i muscoli. Secondo gli esperti, in palestra vanno evitati gli allenamenti di gruppo e posta attenzione al sollevamento pesi, che non devono mai influire sulla schiena. Prediligete poi le passeggiate senza inclinazioni o le corse su un prato e non sull'asfalto o sulla sabbia o terreni disconnessi. Mantenete il vostro peso forma e... dritti con quella schiena!

NO AL FUMO – Pollice verso anche per il fumo. Effettivamente, non c'è nemmeno una volta in cui le bionde possano fare bene. Il fumo riduce i livelli di ossigeno nel sangue, privando i tessuti del corpo di nutrienti vitali. Quindi scatenerebbe per direttissima un'ernia secolare.

Come si interviene –"Trattare la degenerazione discale vuol dire prevenire l'evoluzione patologica dei dischi, tra le nuove possibilità l'utilizzo delle membrane amniotiche iniettabili per via percutanea in anestesia locale nei dischi, caratterizzate da un mix di fattori di crescita e cellule stromali, consente la rigenerazione e protezione dei dischi, anche se al momento la durata protettiva sembrerebbe durare circa 1-2 anni", dichiara il Prof. Pier Vittorio Nardi, Presidente dell'Associazione Chirurgia Italiana Spinale Mininvasiva e Robotica (CISMeR).

Ma, oltre all'intervento percutaneo, altre tre sono tecniche che vengono usate per risolvere il problema "ernia al disco": endoscopica, microchirurgica e microchirurgica strumentata, con supporti strumentali, ossia gli spaziatori.

"Nell'80% dei casi - aggiunge il Prof. Nardi - si tende a "curare" l'ernia al disco in modo conservativo, attraverso la fisioterapia, farmaci e stili di vita più attenti. Ma occorre sottolineare che un'ernia seguita in questo modo non assicura un risultato a lungo termine: è stato certificato, infatti, che a distanza di un anno e mezzo, a seconda della gravità dell'ernia, i problemi tornano a farsi sentire nel 30% dei casi".

E le cliniche? "Il ruolo della clinica è fondamentale - conclude Nardi - occorre dire "basta" alla fisioterapia prolungata e che non comporta effetti di alcun tipo. Quando c'è un danno neurologico, occorre operare subito. Stesso discorso per i casi di eccessiva sensibilità e di paralisi. Sarebbe importante anche prevenire le problematiche, con un sostegno medico dopo i 30 anni".

Germana Carillo

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