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Più volte ci siamo raccomandati di non sottovalutare la potenza dei rimedi naturali, spesso assunti con leggerezza perché considerati blandi o poco efficaci. Al contrario, le erbe medicinali agiscono a tutti gli effetti all’interno del nostro corpo ed è per questo che sarebbe meglio evitare l’autoprescrizione, in particolare se si soffre di disturbi particolari o si assumono dei farmaci.

Ora il monito di prestare maggiore attenzione arriva dalla 4° edizione del SIAIC Interactive School a cui hanno partecipato 300 allergologi da tutta Italia.

Data la specializzazione dei partecipanti al congresso, il dito è stato puntato in particolare sulle reazioni di tipo allergico che alcune erbe medicinali possono provocare. Un fenomeno che molto spesso riguarda le donne, come ha dichiarato Vincenzo Patella, Allergologo e Immunologo Clinico ASL SALERNO: “Le donne rispetto alla popolazione maschile sono più a rischio di reazioni avverse. I dati ottenuti dagli studi di Medicina di Genere indicano che le donne utilizzano più degli uomini le medicine a base di erbe e prodotti per la cura di sé. Anche l'età elevata e la bassa percezione del benessere aumenta in modo significativo il consumo di prodotti a base di erbe e quindi un maggior rischio di uso inappropriato. I soggetti con molti sintomi (sei o più) sono più esposti ad un uso sconsiderato di questi farmaci e sono più esposti a reazioni gravi, spesso scatenate dall'interazione con farmaci convenzionali come ad esempio le medicine utilizzate per la cura delle malattie cardiovascolari o addirittura contro i tumori”.

Il professor Gioacchino Calapai, farmacologo e membro Ema (Agenzia Europea del Farmaco), durante la conferenza ha fatto qualche esempio di erbe medicinali da assumere con molta attenzione. Tra queste l’Hypericum Perforatum, comunemente conosciuto come Erba di San giovanni, utilizzato soprattutto in caso di depressione ma molto pericoloso in combinazione con farmaci, in particolare i tradizionali antidepressivi dato che può provocare un dannoso eccesso di serotonina. Altre erbe da maneggiare con cautela sono la Cimicifuga Racemosa, utile per trattare i disturbi della menopausa, e il Citrus Aurantium, arancio amaro, che in alcuni esami di laboratorio ha mostrato rischio di tossicità cardiaca.

Il consiglio che arriva dai partecipanti al SIAIC è dunque quello di affidarsi ai medici di base, dermatologi e allergologi per evitare un utilizzo sconsiderato di erbe medicinali dato che come ha sottolineato il Prof. Sebastiano Gangemi, allergologo e immunologo clinico presso l’Università di Messina: “Si registra anche nel nostro paese il fatto che il consumatore abbia una insufficiente percezione dei rischi associati all’uso di questi prodotti”.

Vorrei sottolineare però che dovremmo utilizzare consapevolezza e buon senso per ogni cosa che assumiamo (cibi compresi), del resto, non solo le erbe medicinali, ma anche i farmaci andrebbero presi sempre e solo quando necessario e con un certo criterio, cosa che purtroppo, forse ancora più frequentemente delle erbe, non avviene!

Francesca Biagioli

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