sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica sono davvero sicure? A tentare di rispondere a questa domanda sono stati gli scienziati durante il summit dell'European Respiratory Society che si è svolto a Dublino il 7 e 8 giugno e durante l'incontro che si sta svolgendo in queste ore a Roma. Ma a quanto pare, non ci sono ancora dati certi sulla sicurezza dell'e-cig.

Considerato un'alternativa salutare alla sigaretta, il congegno elettronico ha sì aiutato qualcuno a smettere di fumare, ma la presenza di nicotina non lo renderebbe del tutto innocuo.

Secondo Francesco Blasi, presidente dell'European Respiratory Society mancherebbero i dati sull'efficacia e la sicurezza. Si fa presto a dire sigaretta elettronica, sostiene Blasi, seconco cui le sigarette non sono tutte uguali: "Le analisi condotte riportano dati contrastanti: tra le sigarette elettroniche contenenti nicotina, le percentuali di questa sostanza sono molto variabili tra sigarette della stessa marca; inoltre si è evidenziata una presenza di nicotina anche tra le sigarette di molte marche che dichiarano l'assenza della sostanza dal loro prodotto".

Contenendo nicotina, come le sigarette tradizionali, secondo gli esperti la dipendenza comunque non sarebbe sconfitta. Anche Claudio F. Donner, Amministratore della Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro (FISAR), ha espresso i suoi dubbi riguardo la sigaretta elettronica: "Dovrebbe venire utilizzata soltanto per smettere di fumare, quindi al massimo per alcuni mesi- avverte - invece si sta consolidando la sostituzione della sigaretta normale con quella elettronica, pensando sia meno tossica".

Secondo Donner, l'utilizzo per un lungo periodo della sigaretta elettronica potrebbe provocare problemi respiratori seri, per questo andrebbe comunque limitato nel tempo, per smettere di fumare.

Non a caso di recente il Consiglio Superiore di Sanità ha chiesto ulteriori analisi, sperando di imitare la Francia nel vietare la sigaretta elettronica nei luoghi pubblici. In Italia vige però il divieto di vendita ai minori di 18 anni.

Blasi, dal canto suo, chiede "studi indipendenti, magari finanziati a livello europeo, che quindi porterebbero le sigarette elettroniche ad essere controllate alla stregua dei farmaci".

Francesca Mancuso

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