marijuana obesità

La marijuana aiuta a combattere l'obesità e allontana il rischio di diabete. È quanto sostiene un gruppo di ricerca formato dagli scienziati del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, della University of Nebraska e Harvard School of Public Health, che hanno condotto un lungo studio l'assunzione di marijuana tramite inalazione.

È così che hanno scoperto, analizzando circa 4.600 volontari, tra cui 579 consumatori attuali, 1.957 ex consumatori e 2103 che non ne avevano mai fatto uso, che il consumo di marijuana è associato a un migliore controllo della glicemia e a un abbassamento del livello di insulina. Questa correlazione era più debole negli ex-consumatori, suggerendo che gli effetti sulla insulina persistono anche dopo che la cannabis viene utilizzata regolarmente. I livelli di insulina a digiuno erano del 16% inferiori nei consumatori di marijuana che nei partecipanti che non avevano mai usato la droga.

"È possibile che l'associazione inversa dei livelli di insulina a digiuno e l'insulino-resistenza osservata tra coloro che assumevano attualmente la marijuana potrebbe essere in parte dovuta ai cambiamenti nei modelli di utilizzo rispetto a quelli con una diagnosi di diabete (cioè che a coloro che erano affetti da diabete potrebbe essere stato consigliato di smettere di fumare ). Tuttavia, dopo aver escluso i soggetti con una diagnosi di diabete mellito, le associazioni tra l'uso di marijuana e di insulina erano simili e sono rimaste statisticamente significative", ha detto il coautore dello studio Elizabeth Penner.

E c'è di più. In media, infatti, i fumatori assumevano giornalmente 600 calorie in più rispetto ai non fumatori, eppure risultavano in primis più in forma. I ricercatori pensano, di conseguenza, che vi siano dei fattori specifici nella cannabis a protezione del rischio obesità. Dopo aver controllato circonferenza della vita e i livelli ematici di colesterolo, è emerso che il girovita e l'accumulo di grasso era inferiore nei fumatori. Per la gioia di chi ha sempre temuto la cosiddetta "fame chimica" uno degli effette della cannabis che stimola nel cervello la voglia di mangiare senza che ce ne sia un reale bisogno fisiologico.

Roberta Ragni

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