Rientro a scuola: 4 semplici regole per cambiare le routine dei bambini

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Dai tempi della vacanza agli orari della scuola: più che un salto, un’iperbole scioccante per ogni bambino. A meno che non arrivi preparato (e per i genitori: idem con patate). E allora ecco 4 consigli da cominciare a seguire seduta stante per evitare un bagaglio supplementare di stress da cambiamento oltre ad ansia e nervosismi che possono subentrare alla voce “ritorno a scuola”. Vediamoli insieme.

Primo: cambiare, gradualmente, le routine giornaliere

I tempi della vacanza non sono quelli della scuola, ovviamente ma è fondamentale ritornare ai secondi, programmando gradualmente il cambio di orari per aggiustamenti successivi ma in modo di avere almeno due o tre giorni – prima dell’inizio della scuola – in cui si è già assestati sulla routine che dovrà essere seguita poi durante l’anno.

Concretamente vuol dire considerare che il bambino deve dormire a sufficienza (almeno 8-10 ore a notte, come suggerisce l’American Academy of Sleep Medicine) e che è necessario andare a letto prima del solito, in modo da garantire un tempo sufficiente di riposo anche in rapporto al nuovo orario in cui sarà necessario svegliarsi.

Prima di andare a letto, nella mezz’ora precedente almeno, niente videogiochi, tv o altre sollecitazioni visive, sonore, emozionali: un ambiente più “quiete” faciliterà il sonno.

Secondo: buon sano cibo al momento giusto

L’estate è anche un po’ di sregolatezza alimentare, orari spesso più casuali. Ma è tempo di impostare un’alimentazione più varia e sana, ricca di frutta e verdura, povera di zuccheri aggiunti (consente di massimizzare l’energia, facilitare l’attenzione e lo studio), nelle fasce orarie che le nuove routine scolastiche permettono.

Ovviamente: mai dimenticare la colazione, perfetta una merenda leggera a metà mattina, un frutto a metà pomeriggio e cena almeno due ore prima della buonanotte. Di norma, non mangiare con la tv accesa.

Terzo: gioco e non solo

Il tempo del gioco, possibilmente all’aria aperta e sociale, con altri bambini, va sempre garantito ma è importante reintrodurre gradualmente – prevedendole appositamente nel planning giornaliero – attività più “didattiche” come la lettura di un libro, la conclusione dei compiti per le vacanze. Cominciando da quello che piace, si può riprendere ad allenare la mente nell’ottica dell’apprendimento scolastico e così rendere meno ostico il ritorno ai doveri da studente. È anche il tempo giusto per iniziare a pensare, assecondando gusti e inclinazioni del bambino, ad un’attività sportiva e una creativa che lui possa seguire, durante l’anno, in una parte del suo tempo libero dalla scuola.

Quarto: parlarne e ascoltare

L’atteggiamento del genitore – che sottolinea il piacere di ritrovare i compagni di classe (o avere nuovi amici), la possibilità di fare tante belle attività – è importante ma al tempo stesso è fondamentale lasciare al bambino spazio all’espressione dei suoi eventuali timori, ansie. Il momento va cercato, creato: un’occasione tranquilla, in cui poter parlare insieme, condividendo il proprio stato d’animo (sul tema del suo ritorno a scuola) e chiedendo espressamente al bambino come si sente, cosa gli è piaciuto dell’anno precedente e cosa si aspetta di quello che sta arrivando, come vive il cambiamento che lo sta aspettando.

Questo interesse aperto, manifesto e chiaro, lo aiuterà a parlare, chiarirsi, tranquillizzarsi, scaricare l’eventuale stress e sarà una buona occasione, per il genitore, per rassicurarlo sulla propria presenza, sul fatto che ci sarà sempre e potrà contare su di lui in ogni momento o eventuale difficoltà di studio, relazione eccetera si dovesse presentare.

Infine: se è la prima volta che entra in quella scuola, la settimana prima dell’inizio delle lezioni ha senso prevedere una “piccola gita” dall’esterno, per rendere più familiare l’ambiente.

Leggi anche: Back to school: dai pediatri 5 consigli per tornare a scuola con meno stress

Anna Maria Cebrelli

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Laureata in Psicologia, love&life coach con orientamento spirituale-evolutivo, counselor in psichènergia, facilitatrice in deep democracy e con una formazione in naturopatia.
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