La favola giapponese del bambù che ti insegna a tenere duro nonostante le avversità

Leggenda giapponese del bambù

Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra perduto, in cui ogni sforzo sembra essere stato vano. Fasi inevitabili per chiunque, che possono essere però affrontate con uno spirito diverso, proprio come racconta questa favola giapponese del bambù.

La leggenda racconta che due agricoltori passeggiavano per il mercato, quando la loro attenzione venne catturata da alcuni semi sconosciuti. Chiesero al venditore cosa fossero e quello rispose che venivano dall’Oriente e che erano speciali. Ma non svelò il perché ai due curiosi, dicendo loro che se li avessero acquistati e piantati, dando loro solo acqua e concime, lo avrebbero scoperto da soli.

I due agricoltori li acquistarono ed entrambi li piantarono, seguendo i suggerimenti del venditore. Passò un periodo e nulla accadde, nonostante altre piante fossero già fiorite e avessero dato frutti. Uno dei due si lamentò sostenendo che quei semi erano una truffa. Da quel momento non se ne prese più cura. L’altro agricoltore tenne duro e continuò a concimarli. Tuttavia nulla accadeva.

Era passato talmente tanto tempo che anche l’agricoltore più tenace era sul punto di lasciar stare, ma un giorno vide finalmente crescere un bambù. E in sole 6 settimane le piante raggiunsero l’altezza di 30 metri. Durante il lungo periodo di inattività il bambù aveva generato un articolato sistema di radici, grazie al quale avrebbe poi potuto prosperare per molto tempo.

Cosa significa? Che non dobbiamo voler ottenere tutto subito e che nei momenti più duri, apparentemente senza senso, ci vogliono pazienza e perseveranza, segreti della resilienza, e forse anche un pizzico di fiducia nella vita. La leggenda insegna anche che senza radici siamo perduti, e nonostante farle crescere richieda molto sforzo, è fondamentale lavorare sodo perché siano solide e durature. Una base senza la quale siamo foglie al vento!

Altra cosa che ci insegna la storia giapponese è l’inevitabile alternanza di alti e bassi, in qualunque ambito, che non va combattuta ma accettata. Così come l’alternanza di buio e luce, attività e passività, “opposti” che non possono esistere gli uni senza gli altri, come d’altronde ci insegna la natura.

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Laura De Rosa

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