Effetto Dunning-Kruger e il paradosso dell’ignoranza: perché chi meno sa più crede di sapere?

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Avete mai sentito parlare di effetto Dunning-Kruger? Si tratta di un pregiudizio cognitivo che porta le persone con meno abilità e conoscenze a pensare di saperne di più degli altri. Meno sanno, più pensano di sapere.

Spesso chi ha questo problema tende a imporre le proprie idee anziché limitarsi a dare un parere, ritenendole verità assolute. Gli altri vengono visti come totalmente ignoranti e incompetenti anche se non lo sono.

Come venne individuato questo effetto? A metà degli anni 90 nella città di Pittsburgh un 44enne fece due rapine in pieno giorno senza alcuna maschera sul viso. Ovviamente venne facilmente riconosciuto e arrestato. Si scoprì in seguito che non si era nascosto il viso perché convinto che il succo di limone, che si era distribuito sul volto prima della rapina, lo avrebbe reso invisibile.

Glielo suggerirono due amici scherzando su questa tecnica improbabile. Wheeeler prese sul serio lo scherzo e decise di scattarsi una fotografia con il limone sul volto. Quest’ultimo non comparve nell’immagine e Wheeeler si convinse della sua efficacia.

La storia arrivò alle orecchie del professione di psicologia sociale della Cornell University, David Dunning, che si chiese se l’incompetenza può renderci inconsapevoli di quanto siamo incompetenti. Così avvio una serie di esperimenti insieme al collega Justin Kruger e fu proprio questo studio a dare origine all’effetto Dunning-Kruger.

Effetto Dunning-Kruger

@wikipedia

Durante 4 esperimenti, i due psicologi analizzarono la competenza di alcune persone nel campo della grammatica, del ragionamento logico e dell’umorismo, chiedendo loro di stimare il proprio livello di competenza ed effettuando in seguito test per valutarla.

Notarono quindi che più una persona era incompetente, meno ne era cosciente. Mentre le persone più competenti addirittura si sottovalutavano.

Da qui nacque l’effetto Dunning-Kruger, secondo il quale le persone con basso livello di competenza tendono costantemente a pensare di sapere più di quanto sanno, considerandosi più intelligenti.

Perché si ha questa percezione distorta? Perché se non si hanno un minimo di competenze in un certo ambito, non si riesce a fare una stima realistica delle proprie prestazioni e dei propri limiti.

Tutti noi potremmo “soffrire” di questa percezione distorta, come uscirne? Gli esperti consigliano di cercare di essere consapevoli innanzitutto dell’esistenza di questo pregiudizio cognitivo, di essere aperti al dubbio, ed evitare di imporre il proprio punto di vista accettando anche quello altrui.

FONTE: Journal of Personality and Social Psychology

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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