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Sindrome della rana bollente: scienziati spiegano perché c’è stata la corsa ad acquistare lievito, farina e carta igienica durante il lockdown

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Sicuramente ricorderete che durante il lockdown tantissime persone, e non solo in Italia, sono corse al supermercato a fare scorta di carta igienica e cibo, come durante una guerra o una carestia. Ora uno studio spiega perché molti si sono fatti prendere dal panico degli acquisti.

Le persone di tutto il mondo hanno cambiato radicalmente i loro comportamenti in fatto di acquisti all’inizio della pandemia di Covid-19. Non possiamo certo dimenticare gli scaffali vuoti nei supermercati, le lunghe code per entrare, la farina e il lievito che erano diventati introvabili, ecc. (Leggi anche: Coronavirus, non correte al supermercato! È un’epidemia, non una carestia

Ebbene, secondo un nuovo studio condotto dall’University of New South Wales (UNSW Sydney), questa è una normale risposta umana all’incertezza generata in questo caso dalla pandemia. Una situazione nuova, dunque, che ha scatenato panico e paura e da lì le persone hanno sentito necessità di fare acquisti. 

Un comportamento reattivo come questo non è insolito, a detta dei ricercatori, ma al contrario è un modo comune (e tutto umano) per gestire un’incertezza inaspettata che è talmente potente da spingere ad un cambiamento che ci fa modificare alcuni nostri comportamenti, anche quando non sarebbe il caso o non ci fa bene.

Come ha dichiarato il dottor Adrian Walker, autore principale della ricerca:

Quando le persone sperimentano un cambiamento inaspettato nel loro ambiente, iniziano a cercare modi per ridurre quell’incertezza. Possono cambiare il loro comportamento e le strategie decisionali per cercare di trovare un modo per ritrovare un certo senso di controllo. Sorprendentemente, il nostro studio ha scoperto che l’incertezza inaspettata ha indotto le persone a cambiare i loro comportamenti anche quando sarebbe stato meglio attenersi a una vecchia strategia.

Lo studio,  pubblicato su The Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition, per testare come le persone rispondono a un cambiamento inaspettato, ha utilizzato una simulazione virtuale in cui i partecipanti dovevano ottenere il maggior numero possibile di punti vendendo degli oggetti e avevano bisogno di capire quale combinazione avrebbe fatto guadagnare loro le ricompense maggiori.

Un gruppo iniziale di 35 partecipanti ha familiarizzato con il compito,  apprendendo rapidamente che una strategia (ad esempio, l’opzione A) dava l’offerta migliore di 15 punti. Ma a metà dell’esperimento, il modello di ricompensa è cambiato e l’opzione A ora forniva un numero casuale compreso tra 8 e 22 punti.

Non appena abbiamo aggiunto un elemento di incertezza, i partecipanti hanno iniziato a cercare nuovi modi per completare l’attività – ha dichiarato il dottor Walker.

Lo studio è il primo a mostrare che il tipo di incertezza che sperimentiamo (prevista o inaspettata) gioca un ruolo chiave nella nostra reazione.

Non c’è dubbio che la pandemia, e le nostre diverse risposte ad essa, siano state un perfetto esempio su larga scala di incertezza inaspettata.

Tutto è cambiato molto improvvisamente all’inizio del COVID-19. Molti di noi hanno improvvisamente lavorato tutti da casa, cambiando il modo in cui facciamo acquisti e il modo in cui socializziamo. Le regole che vivevamo in precedenza non si applicavano più e non c’era, e non c’è ancora, una risposta chiara su quando o come finirà la pandemia.

La sindrome della rana bollente

Mentre l’incertezza inaspettata ha portato a risposte drammatiche nei partecipanti allo studio, l’incertezza attesa ha avuto l’effetto opposto:

Quando l’incertezza è stata introdotta gradualmente, le persone sono state in grado di mantenere le loro vecchie strategie. Possiamo vedere questo modello in molte sfide del mondo reale, come la crisi del cambiamento climatico. Quando il cambiamento è lento e appena percettibile, non c’è alcun improvviso stimolo a cambiare il nostro comportamento, quindi ci atteniamo ai vecchi comportamenti. Cercare di agire sui cambiamenti climatici è molto simile alla favola della rana bollente. Se metti una rana in una pentola e fai bollire l’acqua, non noterà la minaccia perché l’acqua si sta riscaldando gradualmente. Quando finalmente se ne accorge, è troppo tardi per saltare fuori.

Fonte: UNSW Sydney / The Journal of Experimental Psychology 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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