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Stress cronico e rabbia: le conseguenze della pandemia sulla salute mentale. La più colpita è la generazione Z

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Tra gli effetti più pesanti e probabilmente duraturi della pandemia vi sono le conseguenze sul piano psicologico. Siamo di fronte ad una crisi (anche) della salute mentale che potrebbe avere gravi conseguenze in campo sociale e sanitario nei prossimi anni. A dirlo è il nuovo rapporto dell’American Psychological Association (APA).

Chi più chi meno, siamo tutti provati a livello psicologico dalla pandemia. La società si trova in un momento di forte stress, ma non si tratta solo dell’emergenza sanitaria che prima o poi inevitabilmente finirà, c’è anche un’altra grave emergenza. Parliamo della mancanza di orizzonti e del futuro incerto, problemi che riguardano un po’ tutti ma soprattutto alcune generazioni, particolarmente in crisi ai tempi del coronavirus.

Lo scenario che evidenzia l’American Psychological Association (APA) nel suo nuovo rapporto “Stress in America 2020: A National Mental Health Crisis” si riferisce alla situazione degli Stati Uniti ma la riflessione degli esperti americani può essere facilmente estesa a tutto il mondo.

Del resto il coronavirus ha bloccato a livello globale il lavoro, l’istruzione, l’economia e le relazioni, mettendo a dura prova anche il sistema sanitario.  Ma, sottolinea l’APA, le potenziali conseguenze a lungo termine dello stress e dei traumi creati dalla pandemia sono particolarmente gravi per gli individui più giovani, la cosiddetta Generazione Z.

Il rapporto del 2020 mostra che gli adolescenti di età compresa tra 13 e 17 anni e gli adulti tra i 18 e i 23 stanno affrontando un’incertezza senza precedenti, vivendo uno stress elevato e segnalando già i primi sintomi di depressione.

@apa

L’APA mostra dunque la sua massima preoccupazione per i ragazzi ritenendo che, mentre gli adulti hanno più esperienza per capire che questa crisi passerà, i giovani della generazione Z si trovano in un momento cruciale della loro vita (di passaggio all’età adulta) senza aspettative per il futuro.

“Dobbiamo agire subito per aiutare chi ne ha bisogno e per prevenire una crisi di salute mentale molto più grave e diffusa” avvertono gli esperti americani.

Ansia, scoraggiamento e rabbia

Degli effetti sulla salute mentale della pandemia si discute in tutto il mondo. Sulla questione è intervenuta con delle osservazioni interessanti Carme Guillén, coordinatrice del Gruppo di Psicoanalisi e Società del Collegio di Psicologia della Catalogna (COPC):

“La popolazione va dalla stanchezza allo scoraggiamento alla rabbia” 

A causa dell’accumulo di emozioni negative, si crea un malessere sociale. La paura e l’ansia sono presenti da molto tempo, ma ciò che si osserva ora, sottolinea la dottoressa Guillén, è l’aumento della rabbia che in alcuni casi può portare a scontri.

Se si guarda indietro, i primi mesi la pandemia era vista come una minaccia incorniciata da un orizzonte di temporalità, ma la fine non è arrivata né è molto vicina, o meglio non abbiamo dati certi su quando tutto questo finirà.

Ciò che predomina è lo stress cronico, che può generare rabbia nel mondo, afferma anche Eduard Vieta, capo del servizio di psichiatria e psicologia dell’Hospital Clínic. Lo stress è tollerato quando si sa cosa ci aspetta, per quanto tempo durerà il problema, ma i continui cambiamenti che si verificano nel corso della pandemia non aiutano di certo.

Ci saranno molte persone che trarranno vantaggio dal superamento di questa crisi, diventeranno più resilienti, sottolinea il medico. Ma c’è anche il risvolto della medaglia:  ci saranno persone per le quali non sarà affatto facile emergere da tutte queste difficoltà e delle conseguenze saranno inevitabili.

Il medico spagnolo mette poi in guardia sul legame tra povertà e salute mentale, dato che la crisi economica ha raggiunto in questo periodo ancora più famiglie di quante non fossero già prima della pandemia.

Come i genitori possono sostenere i propri figli

Il report dell’Apa inserisce alcuni consigli per i genitori, in modo da aiutarli a sostenere psicologicamente i propri figli.

  • Riconoscere che questa è una situazione completamente nuova a cui nessuno era preparato e, di conseguenza, vi è molta incertezza.
  • Prendersi cura di se stessi per almeno 15 o 30 minuti al giorno e aiutare i propri figli a fare lo stesso. Ciò significa ad esempio fare una passeggiata, chiamare un amico o guardare un programma o un film divertente.
  • Rimanere in contatto con i propri amici e la famiglia. Questo aiuta a costruire la resilienza emotiva in modo da poter supportare meglio le esigenze dei  figli.
  • Mantenere la giusta prospettiva sulle cose e concentrarsi su quelle che stanno andando bene. Ricordare che tutti stanno vivendo con difficoltà più o meno serie questo momento.
  • È fondamentale che i giovani non lavorino nello stesso posto dove dormono. È bene quindi creare separazione negli spazi tra dove i giovani dovrebbero imparare e dove possono rilassarsi.
  • Usare questo momento come un’opportunità per aiutare i giovani e gli adolescenti a pianificare il proprio futuro, ricordando ai ragazzi che non devono aver paura di “allontanarsi” dalla propria famiglia per seguire progetti nuovi e diversi.

Fonti: Apa / La Vanguardia

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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