Ascoltare senza mettersi sulla difensiva: il segreto del vero amore

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La nostra capacità di ascolto è alla base della comprensione dell’altro; se l’ascolto è autentico contiene, in sé, una qualità sottile di “neutralità” che permette di non sentirsi, mai, “attaccati”, qualunque considerazione venga espressa dall’altra persona nei nostri confronti.

Il che è probabilmente più facile a dirsi che a farsi, tanto più quando si parla della coppia e in generale delle relazioni più significative: quasi sempre, infatti, se si percepisce una lamentela, una considerazione particolarmente spiacevole che tocca un nostro punto sensibile, ci si sente in qualche modo feriti. Ed è da quel momento che parte una reazione difensiva: non si ascolta più l’altro ma, focalizzati su quel dolore o disagio, ci si ritira e chiude in se stessi.

Le esperienze ci rendono, è vero, più forti ma il passato può lasciarci delle ferite – non completamente oppure per niente elaborate, guarite – che si riattivano quando incontrano situazioni, parole, sensazioni che in qualche modo li riportano indietro nel tempo. Così può capitare, ad esempio, che una moglie dica al marito, uscendo di casa: “assicurati che i bambini cenino prima di andare al concerto” e lui, seccato, risponda: “Smetti di comportarti come mia madre”.

Il collegamento tra le due situazioni, diversamente dislocate nel tempo, nello spazio e nell’oggetto potrà sembrare inesistente a qualcuno. E in effetti è così. Ma, di fatto, il marito – pur se inconsapevolmente – ha reagito risentendo nelle parole della partner forse un tono di controllo e direttività, forse un sottofondo di pensiero di incapacità rivolto nei suoi confronti, insomma “qualcosa” che aveva lo stesso sapore di quanto gli trasmetteva, spiacevolmente, la madre.

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Ascoltare senza mettersi sulla difensiva è uno dei cardini del Metodo ideato dal noto psicologo americano John Gottman; non è facile ma c’è una buona notizia: si può imparare a farlo.

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Trucchi per imparare ad ascoltare, senza mettersi sulla difensiva

Il primo vero passo, impegnativo, in quella direzione, è la capacità di riconoscere le emozioni che sorgono e calmarle. Se può aiutare, va bene anche contare fino a 100 ma più di tutto è importante un’intenzione precisa di ridimensionare, ricollocare le emozioni che improvvisamente esplodono nella loro giusta posizione: sullo sfondo. Altrimenti impediranno l’ascolto e finiranno per governare l’interazione, inducendo anche a fare o dire cose fuori luogo, che non si pensano.

Può aiutare annotare su un quaderno, un foglio, quello che il/la partner o la persona cara dice: questa piccola strategia, secondo Gottman, produce quattro vantaggi. Facilita l’ascolto, l’attenzione sul dolore, la fatica dell’altro; dà la possibilità di capirlo. Aiuta a ricordare quello che esattamente è stato detto, senza le possibili “deviazioni” della memoria. Consente di riflettere e rispondere in modo più puntuale. Ricorda che la comunicazione è un’alternanza di tempi: dopo sarà il proprio turno di parlare e rispondere.

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Infine: durante una discussione, un’incomprensione, la tendenza è arroccarsi sulle proprie posizioni difensivo-reattive e dimenticare l’amore, l’affetto che si nutre per l’altro. In quel momento c’è solo l’autoprotezione ed eventualmente il contro-attacco. È una trappola da cui è necessario uscire: proprio durante le litigate o le difficoltà bisogna, volontariamente, tenere presente l’amore. L’affetto. Tutto quello che unisce. I momenti belli. I valori. Ricordandosi come, tutto questo, sia molto, molto più importante della discussione e delle ferite che tornano dal passato.

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Laureata in Psicologia, love&life coach con orientamento spirituale-evolutivo, counselor in psichènergia, facilitatrice in deep democracy e con una formazione in naturopatia.
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