gelosia
I quattro fattori che determinano la gelosia nella relazione di coppia.

Gelosia, mi acceca, mi uccide, assurda malattia”: chi non ricorda la canzone di Bobby Solo? Un po' tutti, prima o poi, probabilmente l'abbiamo provata, immaginando persino – d'altra parte è quello che ci viene detto un po' in tutte le salse – che si tratti di un sentimento legato all'amore che si prova quando si è coinvolti in una relazione sentimentale.

Ma è vero che questo sentimento dimostra l'amore, davvero se si ama non si può che provare almeno un po' di gelosia? Forse sì. Lo afferma, ad esempio, Omraam Mikhaël Aïvanhov, e spiega il perché: “La gelosia è indissolubilmente legata all'amore sensuale. Finché siete fisicamente attaccati ad un essere, vorreste che egli appartenesse soltanto a voi”. Ma ci sono altri tre aspetti da considerare: l'autostima, la qualità del rapporto e le memorie transgenerazionali.

È evidente che un basso livello di autostima personale fa sentire sempre inadeguati, quindi facilmente “lasciabili” o “tradibili”, non consente di avere fiducia nell'altra persona, induce a vedere “pericoli” ovunque: non importa che questo sia vero o meno, è un tarlo continuo che si insinua dentro il rapporto (e, spesso, finisce inevitabilmente per diventare una profezia che si avvera).

La gelosia contiene poi elementi di allerta rispetto al “mantenimento” e alla “salvaguardia” del (proprio) “territorio” relazionale che saranno tanto più forti quanto meno chiari sono i confini, l'intimità, l'accordo e i comportamenti all'interno della coppia. Chi si trova in una storia solida, basata su un forte dialogo, un'intesa profonda su più fronti, una progettualità in comune, in cui i partner sono abituati anche ad affrontare insieme le difficoltà, difficilmente sarà preda di attacchi di gelosia. E saprà, in ogni caso, riconoscere quando e se ci sono segnali che avvertono che qualcosa sta prendendo una direzione non desiderata.

Infine ci sono le memorie transgenerazionali: sì perché, a parte la nostra storia (e i vissuti emotivi vissuti nell'infanzia), interpretiamo, percepiamo, sentiamo le nostre esperienze e incontriamo persone anche utilizzando informazioni di cui non siamo consapevoli ma che rappresentano un pezzo dell'eredità ricevuta dal nostro albero genealogico. Ovviamente può andare tutto bene oppure possiamo ritrovarci con insicurezze o, anche, una propensione al tradimento che dipende soprattutto da quelli che Hellinger chiama, nelle costellazioni familiari, “ordini dell'amore”.

Quindi sì, la gelosia è collegata all'amore ma in modo deviato, falsato: non a caso allontana dall'amore e dalla persona amata, favorisce comportamenti distruttivi, alimenta il desiderio di controllo. Fa star male sia chi la prova che chi la “subisce”. Però, bisogna dirlo, anche questa “brutta bestia” (ovviamente nelle sue modalità "normali" e non patologiche, che richiedono invece una vera e propria presa in carico terapeutica) in fondo, se lo vogliamo, è utile: evidenzia delle parti di noi o della nostra relazione che hanno bisogno di attenzione o quantomeno serve portare alla luce in modo consapevole.

Poi sarà più facile amare, senza paura di perdere o perdersi. 

Anna Maria Cebrelli

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