estate in citta
Vivere l'estate in città: strategie olistiche per il benessere fisico e mentale

Sopravvivere, in città, all'estate? Si può, senza problemi. Anzi, più si entra in questa possibilità, più appariranno magnifiche le opportunità che questa condizione presenta (tanto più se poi, comunque, ci sarà la possibilità di prendersi qualche giorno di vacanza “altrove” più avanti, quando tutti sono rientrati).

D'accordo, fa caldo. Siamo in estate, ci sta. Vero, fa mooolto caldo (e questo sicuramente è indotto i parte dai cambiamenti climatici naturali e moltissimo da quelli provocati dall'uomo) ma dipende anche dalla nostra percezione che – a sua volta – è determinata da circuiti neuronali; al di là delle temperature reali misurate con la strumentazione, e delle reali conseguenze stressanti sul corpo, una parte dell'insopportabilità del caldo è data dalla nostra idea: del caldo e di quanto ci dà fastidio. Più ci pensiamo, più abbiamo caldo. Più siamo infastiditi, più pensieri spendiamo attorno a questo tema, maggiore è la sensazione opprimente e disturbante.

Certo, piccole strategie concrete, alimentari e comportamenti si possono adottare per stare un po' più al fresco, e dormire meglio (aspetti non da poco, perché riducono la possibile tendenza all'aggressività e l'impulsività che l'eccesso di caldo può indurre), persino senza ricorrere al condizionatore. Ma indubbiamente aiuta anche molto vedere bene i (propri) vantaggi del restare in città, magari anche lavorando.

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In primo luogo, ci sono meno persone in giro: al cinema, al supermercato come al mercato, per strada, nei musei. Il che significa – secondo aspetto positivo - meno tempo passato in code, più spazio personale, la spesa fatta più velocemente, facilità nel parcheggiare un po' ovunque. Terzo aspetto: ritmi un po' più leggeri e a misura d'uomo, anche sul lavoro. Non è cosa da poco (in più: spesso i responsabili sono in vacanza, quindi pure l'atmosfera è in generale più tranquilla; la maggioranza delle aziende è chiusa, quindi il carico lavorativo è meno impegnativo e stressante).

Il quarto elemento degno di nota è che (complici anche le giornate lunghe) ci si può prendere del tempo per ampie passeggiate negli spazi di verde cittadini: talvolta non si riuscirà comunque a respirare aria fresca ma non è un gran problema perché, attenzione!, si può fare persino di meglio. Si tratta di sintonizzarsi con la Natura: con un filo d'erba o una pianta o magari un albero che si incontrano, che si trovano vicini alla panchina su cui siamo seduti, che incontriamo con lo sguardo mentre camminiamo. Come? Vedendo la loro realtà di esseri viventi e, perché no, immaginandoli pieni di piccoli elfi e gnomi che lavorano e giocano con loro. Si può anche provare ad ascoltare il messaggio che ha per noi ogni cosa che in quel momento ci circonda (il fiore, il ramo sull'albero o persino quello spezzato caduto a terra, l'uccello che sta volando o il suo canto che si percepisce provenire da una folta massa di foglie): in una mente senza pensieri, senza aspettative, arriverà come un'intuizione, un messaggio, una considerazione.

Restare in questa bellezza e atmosfera “magica”, eppure reale, ci porta in una dimensione nuova e rigenerante, che rinfresca in modo non ordinario.

Non funziona? Niente problema. Mal che vada, basterà “entrare” nel colore verde: immaginare che il respiro porti dentro, nei polmoni e poi – con un irraggiamento dolce e spontaneo – nel resto del corpo, tutte le sfumature cromatiche del verde che lo sguardo incontra e quelle che gli occhi interiori possono creare. Questo respiro profondo aiuterà a centrare e rinfrescare, riequilibrando sia le emozioni che il pensiero.

E anche l'estate in città, persino in ufficio, sarà, alla fine, una piacevole passeggiata. Poi, vuoi mettere, pensare a chi si trova nella calca dei vacanzieri, strutture piene, servizio non al top, costi alti? Va bene, non è sempre così ma la verità, ultima, è che il segreto – sempre – consiste nell'apprezzare e godere le possibilità che offre quello che al momento c'è: alla faccia delle nostre aspettative, pregiudizi e desideri, sono sempre maggiori di quello che pensiamo. Insomma, altro che sopravvivenza: buona piena estate in città, in ufficio, a casa. O ovunque, naturalmente.

Anna Maria Cebrelli

Illustrazione: Simone Campana per listonemag.it

 

 

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