Il lavoro dei sogni: un anno in vacanza per testare resort di lusso in Messico

lavoro-mexico

Pagati per testare resort di lusso sulle spiagge del Messico e della Bassa California. Il lavoro dei sogni è a portata di mano, perché la società latino americana Vidanta ha lanciato la campagna “World’s best job” dove promette al fortunato, un anno da sogno.

Immersi in un paradiso terrestre e pagati a peso d’oro. Di solito siamo noi a pagare la vacanza, ma Vidanta è alla ricerca di un brand ambassador e le cose potrebbero andare diversamente.

In pratica, il candidato dovrà testare e ovviamente promuovere attraverso i social i resort di lusso delle spiagge del Messico e della Bassa California, che neanche a dirlo viene voglia di partire. Basta nominare infatti, Acapulco, Los Cabos e la Rivera May e Puerto Vallarta.

La ‘fatica’ sarà quella di usufruire di servizi, assaggiare tequila, immergersi in esperienze di food con chef stellati, provare idromassaggio e terme di lusso, giocare a golf etc etc. Il tutto poi da comunicare in diretta su blog e social, insomma una strategia di marketing di cui l’azienda non è di certo pioniera.

Quindi tutto ciò presuppone che la vita virtuale del candidato sia già di base molto attiva. Raccontare lusso, cultura, cibo e intrattenimento prevede anche uno stipendio di poco superiore ai 100mila euro per un anno.

Un assaggio dei luoghi da sogno:

Requisiti

Come dicevamo importante conoscere l’uso di hashtag, trend e il mercato dei social, essere creativi, organizzati, oltre che saper raccontare di viaggi. E ancora essere socievoli, entusiasti e stare al passo con tendenze, tecnologie e il mondo degli influencer.

Per candidarsi c’è tempo fino al 21 ottobre, mentre il prescelto sarà annunciato tramite i social media di Vidanta il 1 novembre.

Se pensate di essere i candidati giusti, cliccate qui

Leggi anche:

Dominella Trunfio

Schar

12 ricette senza glutine dall’antipasto al dolce

Ecotyre

Da Gomma a Gomma: lo pneumatico verde tutto italiano realizzato con materiali riciclati

Coop

Dopo uva, meloni e ciliegie, anche le clementine dicono addio al glifosato

tuvali
seguici su Facebook