Lavorare in pigiama danneggia la salute mentale: lo studio che mostra gli effetti collaterali dello smart working

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Lo smart working non ha effetti complessivi immediati sulla produttività, ma può danneggiare la salute mentale, soprattutto se si lavora in pigiama. Uno studio condotto dal Medical Research di Sydney (Australia), condotto in pieno lockdown, lancia un’allerta sugli effetti collaterali del lavoro da casa.

La pandemia di Covid-19 ha incentivato lo smart working come modalità preferita di lavoro, ove possibile, per contenere i contagi limitando gli effetti dannosi sull’economia. E molti studi sono stati condotti per capire se questo poteva in qualche modo ridurre la produttività.

Uno studio australiano ci dice ora che no, in generale la produttività non viene danneggiata, ma purtroppo – ed è peggio – può essere intaccata la nostra salute mentale, in particolare se lavoriamo in pigiama.

Il lavoro è stato condotto tra il 30 aprile e il 18 maggio 2020, in pieno lockdown anche in Australia, tramite questionari distribuiti tra i lavoratori spinti a lavorare presso la loro abitazione, scienziati e non, e ha dimostrato che indossare il pigiama (o meglio, non toglierlo proprio dopo la notte) danneggia significativamente la salute mentale.

In particolare il 59% degli intervistati abitualmente in smart working in pigiama mostrava segni di squilibrio psichico di varia natura contro il 29% di chi preferiva vestirsi prima di iniziare la giornata di lavoro.

La produttività invece non sembra essere toccata da questa abitudine (anche se una salute mentale compromessa alla fine danneggia anche la produttività a medio-lungo termine), mentre – e c’era da aspettarselo – è la presenza di figli piccoli in casa ad interferire con le prestazioni lavorative.

Unica differenza: ricercatori all’inizio della loro carriera hanno riferito di essersi sentiti meno abili nella scrittura di articoli scientifici lavorando in pigiama, ma questo è forse spiegabile con una minore esperienza, spesso associata alla ricerca del contatto con i colleghi più esperti.

Solo in Australia?

“I nostri risultati sono probabilmente applicabili a scienziati di altri Paesi – scrivono i ricercatori nella conclusioni del lavoro – Possono aiutare a migliorare le politiche del lavoro da casa rimuovendo lo stigma associato all’uso del pigiama durante il lavoro e fornendo supporto ai genitori che lavorano e ai ricercatori all’inizio della carriera”.

Il lavoro è stato pubblicato su The Medical Journal of Australia.

Fonti di riferimento: The Medical Journal of Australia

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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