Bioedilizia e hi-tech green per le nuove sedi milanesi di Sap e Vodafone

vodafone_village

La periferia milanese si arricchirà ben presto di due complessi eco-sostenibili: sono le nuove sedi bio di Sap e Vodafone, due distretti che racchiuderanno uffici e aree verdi, in totale armonia con l’ambiente circostante.

L’11 dicembre sarà la volta dell’inaugurazione della nuova sede italiana della Sap, il leader mondiale delle soluzioni software per il business: un Energy Park progettato da Segro secondo i più moderni standard ecosostenibili e destinato ad ospitare diverse aziende, italiane e non, che operano nel settore dell’IT, delle TLC, della moda e del design.

Gli edifici del nuovo distretto tecnologico (nato a Vimercate) saranno ovviamente caratterizzati da un basso impatto ambientale e da un’alta efficienza energetica, ma si distingueranno anche per quella che tra gli addetti ai lavori viene chiamata work-life balance, ovvero la perfetta conciliazione di vita privata e lavorativa. I nuovi uffici saranno infatti dotati di tutti quei servizi che permettono di migliorare la qualità della vita (e quindi del lavoro) dei dipendenti: dagli asili nido, alle mense, dagli studi medici ai bus navetta e al servizio banca.

Energy_Park

Ma nel giro di qualche anno l’hinterland milanese vedrà sorgere anche la nuova sede italiana di Vodafone, che ospiterà in un unico complesso eco-tecnologico, i 3000 dipendenti ora sparsi nei 15 edifici della zona. Vodafone Village, creazione degli architetti Gantes e Morisi, sarà costituito da 3 torri più uno spazio collettivo, per un totale di circa 67mila mq nell’area Lorenteggio-Corsico (periferia ovest di Milano).

Un luogo di lavoro sostenibile che, nei progetti di Vodafone Italia, permetterà di dimezzare la quantità di CO2 prodotta nel territorio milanese, grazie al consumo contenuto di risorse idriche ed energetiche. Ma non solo: il progetto prevede anche un “giardino fotovoltaico che servirà per produrre ulteriore energia elettrica, l’utilizzo di ampie vetrate per consentire di illuminare gli ambienti con la luce naturale e l’impiego di materiali dotati di cemento fotocatalitico che permetterà di abbattere gli inquinanti organici e inorganici presenti nell’aria.

Perché, se è vero che le nostre piccole azioni quotidiane sono un primo grande passo verso la costruzione di un mondo più sostenibile, è ancor più vero che se anche le grosse multinazionali ci mettono il loro impegno il cammino sarà più semplice per tutti!

Eleonora Cresci

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